Così si conclude la vicenda terrena di Cristo Gesù, il Signore Risorto: con un invio e una promessa. Una conclusione che è una partenza, una chiusura che in realtà corrisponde ad una apertura, una chiamata che assomiglia piuttosto ad un invio dei suoi.
E non ha nessun pudore il Signore a mettere noi, che siamo i suoi discepoli, a confronto non soltanto con noi stessi o con il nostro prossimo, ma addirittura con il mondo intero. Egli ci fa responsabili non solo degli uomini della nostra città o del nostro Paese, ma dell’intera umanità, di tutti i tempi e di tutte le geografie. Solo un folle o un Dio possono avanzare simili richieste; e solo un cuore di fratello, di padre e di madre possono promettere di esserci vicino per tutto il tempo che ci sarà dato, sino alla consumazione di questo mondo.
Ecco dove voleva portarci il Pastore Buono, ecco che cosa voleva insegnarci il Maestro, ecco dove ci fa arrivare colui che è la vera Via che conduce alla Vita: a farci diventare responsabili di ogni persona, del suo cammino interiore, della sua fede, della sua salvezza eterna.
Egli ci vuole entusiasti delle sue parole e dei suoi comandamenti – amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi – tanto da insegnarli ovunque; ci vuole entusiasti della sua persona, tanto da raccontarla ai nostri figli e fratelli, sino a farli incontrare, a immergerli in Lui: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”.
Andare, questo ci chiede il Signore; andare con gioia, con coraggio, con pazienza, andare con fiducia: Lui è con noi.
Il compito della nostra vita non è di scrutare il cielo, aspettando che qualcun altro “ricostruisca il Regno di Israele”: sono proprio gli angeli dal cielo a ricordarci questo. Il tempo è da vivere; e vivere significa essere come Gesù, far conoscere il Signore, portare le cose di questo mondo ad essere come lui le desidera, in attesa di raggiungere anche noi quella straordinaria speranza cui Egli ci ha chiamati.
Dal Vangelo di Matteo 28,16-20
« In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». ».
