La Cattedrale di Gorizia

Dalle opinioni non nasce nulla, dalla fede nasce un mondo nuovo.

domenica 24 agosto 2008 di don Sinuhe Marotta

Due sono i poli della riflessione che ci offre oggi la liturgia. Il primo riguarda la sostituzione di un alto funzionario del palazzo regale. Il profeta Isaia presta la sua voce al Signore Dio, che si vede umiliato e deturpato dal comportamento corrotto di quell’uomo che, invece di servire il suo Dio, il suo re e il suo popolo, si serve di loro per il proprio tornaconto. Verrà rimosso, con vergogna e pagando per la sua corruzione.

Al suo posto, Eliakim, che userà il potere per il vero bene del popolo e della nazione, diventando così un punto di riferimento sicuro per il futuro del suo paese.

Simone, il primo tra i discepoli, verrà chiamato “Roccia” da Gesù, e tale dovrà essere per i suoi fratelli, offrendo loro la sicurezza della fede nel Signore e l’amorevolezza nella guida del nuovo popolo a lui affidato. Dovrà vivere per amare, regnare come fosse servire, per il bene di tutti e di ciascuno.

Questo stile, però, è valido anche per noi, nelle nostre piccole o grandi responsabilità. Chissà se i nostri figli, frutto della nostra educazione, hanno chiara la consapevolezza che vivere non significa approfittare delle opportunità e delle risorse disponibili, ma imparare a servire gli altri e il bene del proprio paese e del nostro pianeta…

La seconda riflessione che ci offre oggi la Parola del Signore nasce dal breve dialogo di Gesù con i suoi amici nei pressi di Cesarea, città che richiama il potere umano del re e dell’imperatore. Un altro potere verrà qui proclamato per il Cristo, e da questi affidato a Simon Pietro, uomo attendibile e sicuro.

La sua attendibilità, però, non nasce da virtù umane – anch’egli saprà rinnegare il suo Signore - quanto piuttosto dalla sua professione di fede. La grandezza di Pietro non deriva neppure dall’allinearsi alle opinioni correnti su quell’uomo straordinario che era Gesù – “alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri uno dei profeti…”. L’essere “Roccia” di Simon Pietro non nasce dal “secondo me…”, ma dall’aver abbracciato la verità su Gesù, che è l’Inviato di Dio, la Sua Presenza straordinaria tra noi.

Da tutte quelle opinioni della gente su Gesù non è nato nulla; dalla professione di fede in Lui è nato un popolo nuovo, la Chiesa ancor oggi grande e viva, ed un mondo nuovo, il Regno di Dio, che lentamente avanza tra le pieghe del nostro presente.


Dal Vangelo di Matteo, 16,13-20

« Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».

Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.

E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo ».


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