La Cattedrale di Gorizia

“Effetto domino”

domenica 26 ottobre 2008 di don Sinuhe Marotta

Non si tratta qui delle vicende drammatiche dei mercati internazionali e delle conseguenze – come si teme – sulla “economia reale”, di cui tanto sentiamo parlare in questi giorni. Non solo il male ha effetti contagiosi, ma – tanto più – il bene.

Un “effetto domino”: così l’Apostolo Paolo vede questa catena di bene parlando ai cristiani di Tessalonica: “E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore”. Hanno infatti “accolto la Parola in mezzo a grandi prove”, derivate dall’ostilità dell’ambiente.

Hanno cambiato la loro esistenza. Non più guidati dalle idealità povere e dai valori fittizi – gli idoli – che la massa della gente segue normalmente, si sono volti al Dio vivo e vero. Hanno imparato ad amarlo con tutto il cuore, Lui che compie ogni cosa per amore, Lui che è la più sicura difesa degli umili e dei poveri.

Del resto, come si fa a non amare un Dio che chiede di non maltrattare i senza difesa come le vedove e gli orfani? Come non seguire un Signore che chiede di prestare il denaro senza interessi a chi si trova nell’emergenza, che scongiura di non maltrattare gli stranieri, perché se essi sono degli immigrati nel nostro paese, anche noi lo siamo stati e lo siamo in questo pianeta (che è Suo…)?

E ancora, i Tessalonicesi - seguendo l’esempio dell’apostolo – vivono ormai nella speranza, perché dal domani non si attendono più né disgrazie né prosperità, ma solo la venuta di Cristo Risorto e glorioso, capace di intercedere per noi e di difenderci dai nostri errori e peccati.

Ma l’effetto domino, partito da Cristo e che attraverso l’Apostolo ha coinvolgo gli uomini e le donne di Salonicco, non si arresta a loro. Guardando a chi vive da Figlio di Dio, i popoli e i cittadini confinanti della Macedonia e della penisola greca dell’Acaia, restano stupiti, parlano della “nuova via” cristiana, e si pongono molti interrogativi. La “missione” è quasi spontanea, “gli evangelizzati sono diventati evangelizzatori, non con propaganda porta a porta, ma con un vitale contagio di esperienze sofferte che si impongono con la credibilità del vissuto” (G. Barbaglio).

Stiamo vivendo nel mese dedicato alle Missioni e alla consapevolezza che l’«effetto domino» mosso dal Signore Gesù deve giungere sino ai confini della terra. Ciascuno di noi è la piccola ma indispensabile pedina che deve fare la sua parte: con la vita e l’esempio, con la parola, con i propri beni.


Dalla Prima lettera di S. Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1,5-10

« Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.

E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia.

Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene ».


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