La Cattedrale di Gorizia

“Questa è la volontà di Dio”

domenica 14 dicembre 2008 di don Sinuhe Marotta

Come il sole quando sta per sorgere gia illumina la cima della collina degli alberi e delle case, così oggi vediamo nella lettera di Paolo ai Tessalonicesi come i cristiani siano illuminati dall’ormai prossimo sorgere del Sole di Giustizia che è Cristo.

È proprio la vicinanza del Signore, infatti, che consente all’Apostolo di invitarci a restare costantemente nella gioia, nella preghiera e nel rendimento di grazie. Tre atteggiamenti, davanti a Dio e davanti alla vita, pieni di luce e di luminosità.

È Cristo questa luce straordinariamente luminosa; già Giovanni il Battista l’aveva percepito, lui, “il più grande dei nati da donna”, quando nelle parole dell’evangelista Giovanni viene così appellato: “Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla Luce”.

Ma apprezziamo ora come è densa la nostra liturgia ed evocativa: con una regia raffinata, essa sta fondendo due scene con una delicatissima dissolvenza incrociata, al fine di suscitare in noi sentimenti, domande e propositi.

San Paolo, infatti, sta parlando della venuta finale del Cristo, alla quale i cristiani devono prepararsi con spirito anima e corpo puri ed irreprensibili. Queste parole, però, la Chiesa ce le fa ascoltare a pochi giorni dal Natale, memoria della venuta del Figlio di Dio nella nostra umanità, quasi a suggerire la straordinaria attualità della presenza del Signore in mezzo a noi.

E l’Apostolo, allora, può a ragione invitare ad astenerci oggi da ogni male, ad essere fini di fronte alle profezie che ancor oggi ascoltiamo, senza disprezzarle e spegnere così lo Spirito perché obnubilati e riempiti dalla troppe cose materiali di cui siamo circondati; può a ragione suggerirci di non essere troppo creduloni di fronte alle notizie da cui veniamo quotidianamente aggrediti, ma di “esaminare ogni cosa” per trattenere ciò che è buono e tenerlo nella mente e nell’agire.

Cristo non è lontano, è vicino; per questo il nostro corpo, l’anima e lo spirito – luogo della vita divina in noi – devono essere messi nelle mani di Dio affinché Lui, che è fedele e non inganna, li riempia della sua vita divina, cioè li santifichi.

Ed il profeta Isaia ci aiuta ad intravedere la direzione verso cui ci porta questa santità: andare incontro al povero per fasciare le piaghe dei cuori feriti, per portare a libertà i cattivi, e a tutti la buona notizia della misericordia del Signore.

Ci diciamo queste parole nel giorno dedicato dalla nostra Chiesa alla Caritas e alla solidarietà con tutte le sue opere ed iniziative d’amore.


Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicési

« Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo! ».


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