La Cattedrale di Gorizia

Del mondo. Come se non ci fosse.

domenica 25 gennaio 2009 di don Sinuhe Marotta

Tanta forza da percorrere in lungo e in largo il mondo antico a predicare il Vangelo, l’apostolo Paolo ha potuto mutuarla soltanto dall’amore appassionato al Signore, dal quale si era sentito guardato con tenerezza e predilezione, nonostante la sua ostinatezza nei confronti di Colui che lo amava da sempre: “Chi sei, Signore? – Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti”.

Illuminato da Cristo sulla via di Damasco, con una luce interiore talmente intensa da restarne abbagliato e accecato per diversi giorni, Paolo con la sua parola infuocata potrà illuminare a sua volta tutte le genti, non solo del suo tempo, ma nei secoli sino ad oggi.

Oggi ne celebriamo la conversione, nell’anno convenzionalmente dedicato al bimillenario della sua nascita. Chiederemo anche noi in questa festa la luce di quella stessa fede che animò san Paolo, missionario e apostolo delle genti.

Ma che cosa ancora consentì la forza straordinaria di quell’uomo nella sua breve intensa vita? La sua libertà di fronte alle cose di questo mondo.

Ce lo confessa lui stesso, nella lettera ai Corinzi: “il tempo ormai si è fatto breve” constata, e poi: “quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la figura di questo mondo!” (1 Cor 7,31).

Di fronte alla bellezza di Cristo e del suo Vangelo, di fronte al mondo futuro che Egli ci prepara e verso il quale ci stiamo incamminando, questo bel mondo che viviamo appare ancora troppo poco e troppo piccolo.

È da disprezzare, allora, con le sue gioie, le sue lacrime e la sua fragile bellezza? Neanche per idea! Ma è solo facendo qualche passo indietro che possiamo contemplare la grande Cattedrale in tutta la sua bellezza; è solo allontanando gli occhi dal volto amato che lo possiamo apprezzare pienamente. Troppo vicini, non godiamo di nulla.

Vivete ogni cosa, assicura l’apostolo, ma senza assolutizzare nulla, perché tutto passa.

È forse perché - perso il riferimento a Dio - abbiamo assolutizzato noi stessi e le nostre quattro cose, che siamo diventati incapaci anche di amare nel matrimonio, di darci ad un figlio, di consacrarci per la missione verso i più poveri del mondo?


Dalla prima lettera ai Corinzi 7,29-3

« Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo! ».


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