La Cattedrale di Gorizia

Dio parla

domenica 7 giugno 2009 di don Sinuhe Marotta

Dio parla. Ha parlato; addirittura a degli umani, ed è proprio questo che stupisce Israele: “Si è mai sentita una cosa come questa, che un popolo abbia udito la voce di Dio?” (Dt 4,33).

Non è voce che si sente “da dentro”: troppo rischioso confonderla con quella che proviene dal nostro DNA; ma è voce che è scesa “dall’alto”, detta a uomini santi, è “Rivelazione”.

La voce fraintesa di Dio – quella del nostro DNA, per restare nell’immagine – provoca il timore, genera la paura, porta a fuggire dal Dio immaginato e temuto, come schiavi delle proprie inadempienze che fuggono il loro padrone, sentito impietoso e cattivo.

Come dipinge bene san Paolo la condizione del nostro mondo, quando ricorda ai battezzati di Roma la loro nuova straordinaria natura: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura” (Rm 8,15). E che tristezza sorge nel cuore, vedendo che a fuggire il Dio di Gesù Cristo sono proprio i battezzati. “Non praticanti”, amiamo definirci, ma in realtà - (abbiamo il coraggio di confessarlo?) - siamo uomini e donne in fuga da Colui che temiamo. Schiavi delle nostre paure. E soli, tristemente soli.

Belle, invece, le parole dell’Apostolo delle Genti: Dio parla, ancora oggi, ed è il suo Spirito che suggerisce ai nostri cuori che siamo suoi intimi, suoi figli, suoi eredi. Legati a Cristo, figli del Padre nell’Unigenito Figlio del Padre grazie all’immeritato nostro Battesimo, coeredi della risurrezione del Signore Gesù, suoi fratelli.

Splendido questo abbraccio nel quale siamo invitati a lasciarci andare, a non resistere più, e a gridare finalmente anche noi: “Abbà, Padre!”. Il mistero della Trinità è un mistero di appartenenze reciproche. Contro ogni solitudine, contro ogni fuga, contro ogni paura.

Trinità vuol dire che il Padre è il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è l’Unigenito del Padre. L’unico Spirito del Padre e del Figlio è il legame d’amore che ci rende a nostra volta appartenenti al nostro Signore e Dio Uno e Trino. Non più soli, non più in fuga, non più schiavi.

E allora comprendiamo quanto sia ancora urgente e vero il mandato di Cristo: a uomini che non sanno più appartenere né a Dio, né al proprio coniuge, né alle proprie creature Egli ci manda, chiedendoci di rivelare loro la Trinità e di inserirli in essa, Padre, Figlio e Spirito Santo, con il Battesimo. Per non essere mai più schiavi della paura, mai più soli.


Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,14-17

« Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».

Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria ».


Home page | Contatti | Mappa del sito | Riassunto | Area riservata | Statistiche delle visite | visite: 53533

Sito realizzato con SPIP 2.0.8 [13982] + ALTERNATIVES

RSS RSS La Parola della settimana