La Cattedrale di Gorizia

Battezzati, non vivete da pagani!

domenica 2 agosto 2009 di don Sinuhe Marotta

Come sono brucianti ed attuali le parole odierne di Paolo: “Non comportatevi più come i pagani”. Si rivolge come a uomini che, dopo essersi seduti al tavolo del pranzo di nozze, tornino a cibarsi di avanzi trovati nelle immondizie. Come a uomini che, dopo aver sperimentato quanto sia grande e bello vivere per amore, tornino a vivere nell’egoismo più sfacciato.

Del resto, questa alternativa appare già nel Vangelo. Gesù stesso si rende conto che la folla lo cerca con motivazioni estremamente ambivalenti, se non ambigue: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”.

Ecco i “pagani” di cui parla Paolo: coloro che vivono semplicemente per soddisfare i propri bisogni, spinti dai propri impulsi ed istinti, in un ciclo infernale di bisogno e soddisfacimento senza fine.

È “l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli”, diagnosticherà l’Apostolo ai cristiani di Efeso, così tentati, in una città più che gaudente, di ridiventare come tutti gli altri con i propri comportamenti.

Sì, non bastano le intenzioni o i desideri, dice Paolo, per essere amanti della giustizia vera; ci vogliono i comportamenti. Altrimenti si vive di velleità, spinti da “vani pensieri”. Si vive del nulla, vuoti. Battezzati che vivono da pagani.

L’uomo nuovo, quello “creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità”, non si accontenta di vivere alla maniera vecchia, spinto dai propri impulsi. Cerca la verità. Ama le cose giuste, benché difficili. Vuole amare, non solo soddisfarsi, pensare prima all’altro e poi a se stesso. Vuole compiere le opere di Dio, non solo seguire le passioni ingannevoli dell’uomo.

L’avevano chiesto anche a Gesù: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. E il Maestro e Signore, Colui che seppe moltiplicare il poco offertogli, rispose con chiarezza: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”.

Non cerchiamo più solo il pane, ma piuttosto Colui che è capace di donarcelo. Non gettiamoci più avidamente sulle cose belle della vita, apriamo invece il cuore e le mani a Colui che ce le ha donate. Non viviamo più, noi battezzati nella morte e risurrezione di Cristo, da pagani, ma diamoci alla giustizia e alla verità.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,17.20-24

« Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri.

Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovar¬vi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità ».


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