La Cattedrale di Gorizia

« Pace a voi! »

domenica 23 aprile 2006 di don Sinuhe Marotta

Oggi si chiude il giorno di Pasqua: otto giorni per cercare di contenere una realtà che deborda da ogni parte la nostra esperienza e le nostre speranze. Qui è la nostra salvezza, non soltanto in un corpo giovanile o nella salute o in un nuovo svago esperimentato. La nostra salvezza sta nella vittoria della morte che Cristo ha operato nel suo passaggio pasquale.

Solo vittoria sulla morte? No, ma anche sconfitta del male, della violenta cattiveria umana, cioè del peccato. Potevamo essere tentati di credere che avesse l’ultima parola sulla vita degli uomini, ma Cristo Risorto ha mostrato che non è così. È la forza del bene che vince, la forza della mitezza, dell’affidamento al Padre: la forza di Dio, alla fine.

Noi siamo testimoni di tutto questo, qui sta anche la nostra ricchezza, la nostra identità e di credenti adulti e giovani, ragazzi e anziani.

Ma dove essere testimoni, in quali ambiti?

Proviamo ad immaginare la nostra casa, la nostra famiglia, i nostri affetti. Questo è il luogo in cui il Signore ci chiede di essere presente, come nel Cenacolo pasquale dei suoi amici, come nella prima comunità cristiana dove pulsano un cuor solo ed un’anima sola.

È vero che la casa è il luogo dell’impazienza, delle ferite esposte e condivise, ma è anche il luogo dove Cristo può offrire la sua pace e il suo perdono.

Stanno insieme casa e comunità cristiana; tanto più lasciamo spazio al Signore “nel mezzo” (cfr. Gv 20, 26) della casa - comunità, tanto più vivremo pace, amore e perdono reciproco nella casa - comunità.

Non affidiamoci solo alle emozioni nel vivere i nostri affetti altrimenti saremo perduti, come purtroppo ci insegna l’esperienza dolorosa di tante famiglie.

Affidiamoci invece a Cristo Risorto, al suo perdono, al suo Spirito e saremo salvi; e saranno salve anche le nostre case e i nostri affetti.


Dal Vangelo di Giovanni 20,19-31

« La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!” ».


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