La Cattedrale di Gorizia

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domenica 6 agosto 2006 di don Sinuhe Marotta

C’è una realtà più profonda che ci circonda, al di là di ciò che vediamo. Moltissimi uomini questo lo sanno e lo credono. Da sempre l’uomo ha visto abitata la sua realtà da forze o personalità non immediatamente visibili, dalle antiche ninfe che abitavano le sorgenti agli dèi che si celavano dietro le forze possenti della natura.

Anche l’uomo contemporaneo, benché secolarizzato, imbevuto di televisione, crede che ci sia qualche cosa oltre la realtà. Qualche decennio fa, se guardavamo i grandi film holliwoodiani, potevamo pensare che oltre alla realtà si trovasse coraggio o amore. Se pensiamo al bianco e nero del nostro splendido e insuperato neorealismo, oltre alla realtà fatta di povertà di un paese semidistrutto dalla guerra, trovavamo tanta forza e dignità, spesso condita da un umorismo venato di amarezza. In produzioni molto più recenti, invece, abbiamo visto che dietro ai buoni può celarsi corruzione e cattiveria e dietro ai cattivi a volte si nasconde una profonda ingiustizia subita. I grandi film dell’orrore proveniente dallo spazio ci hanno insegnato che oltre al cielo sta in agguato una minaccia terrificante per l’uomo; altri ci hanno rivelato che sotto la terra di una tomba si celano dei morti viventi che vogliono divorare i vivi. Non ci si potrebbe più fidare neppure della casa, perché oltre quella porta si apre l’inferno. Infine, abbiamo anche visto una lunga serie di racconti che ci ha fatto presagire come dietro ai fatti di cronaca si nascondano misteri indicibili e più ancora volontà di organizzazioni e di uomini tanto potenti quanto misteriosi che guidano i nostri destini con le loro conoscenze e le loro tecnologie...

E per noi, oggi, che cosa sta oltre la realtà visibile? La Scrittura lo rivela chiaramente: un mondo di luce. L’uomo di Dio - il profeta - “continuando a guardare” vede che questo mondo verrà giudicato dal Vegliardo che è Signore del tempo e dell’Eternità, Signore di tutte le Nazioni e di tutti i popoli.

Il suo giudizio è quello di un Figlio della Luce, rivestito di una carne mite che a malapena può trattenere lo splendore di cui è portatore. Il suo giudizio è quello di un Figlio prescelto che vale la pena di ascoltare perché porta Verità e Vita.

Dietro la realtà ci attende la Risurrezione, quella della nostra carne.


Dal Vangelo di Mc 9,2-10

« In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè, che discorrevano con Gesù.

Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!”. Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!”. E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti».


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