Il "prezzo" della vita eterna
domenica 20 agosto 2006 di don Sinuhe Marotta
Che splendido pedagogo è il Signore Gesù, un educatore sopraffino che ci aiuta a crescere come uomini e a diventare compiutamente Figli di Dio!
Infatti noi nasciamo bambini ma diventiamo uomini, diventiamo noi stessi - per cosi dire - secondo un processo evolutivo che presenta delle costanti.
Proviamo ad immaginare che cosa compie ogni mamma che cresce il suo bambino. Dapprima gli offre il latte, in quanto questo piccolo essere non è capace se non di suggere questo cibo.
Poi la mamma gli offre delle coccole, cioè si presenta a lui come una presenza fisica che lo ama e lo cerca. Infine la mamma gli insegna a parlare, a dire “tu”, a chiamarla con il dolce nome di “mamma”. In sintesi: ella porta pian piano il bimbo a riconoscerla e ad amarla.
Qualche cosa di simile avviene tra Cristo e la folla nel Vangelo. Dapprima ha offerto loro del pane da mangiare; poi con le parole lega pian piano questo pane alla sua persona; infine pone se stesso al posto del pane e dice: “Chi mangia di me vivrà per me”. Egli pian piano ci porta a riconoscerlo e ad amarlo.
Ecco il “prezzo” della vita eterna: lasciarci amare da Cristo ed amarlo a nostra volta.
Ma che non assomigli ad un ricatto, anzi: la vita eterna non è qualche cosa di altro dal Signore, di esterno a Lui, una cosa che Egli ci consegnerebbe a patto che ricambiamo il suo amore: nulla di più vile!
La vita eterna consiste nella relazione di fiducia e di confidenza con Lui. La vita eterna è Lui ascoltare, Lui credere, Lui amare.
Ora che conosciamo la verità, che faremo? A noi la risposta.
Dal Vangelo di Giovanni 6,51-58
« In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”. ».