La Cattedrale di Gorizia

Là dove è la vera gioia

domenica 27 agosto 2006 di don Sinuhe Marotta

“Questo linguaggio è duro: chi può intenderlo?”. Non ci blandisce, il Signore, non cerca la nostra approvazione; non ha paura di metterci in difficoltà né di allontanarci con le sue affermazioni e con il peso della sua Persona. Sembra quasi che più che della nostra simpatia Egli sia assetato della Verità delle nostre scelte e del nostro essere. S. Agostino dice che non siamo noi necessari a Cristo ma è lui necessario a noi.

E che accompagnamento sapiente ci offre questo grande Educatore: egli ci insegna a non rinchiuderci nell’asfissiante “mi piace-non mi piace quello che dice Dio-la Chiesa- i comandamenti...”, ma in quelle parole a cercare lo Spirito. Le nostre sensazioni, infatti - la carne direbbe l’evangelista - non ci portano da nessuna parte, prese da sole ci lasciano semplicemente sprofondare in noi stessi.

Dobbiamo quasi ri-nascere, uscendo dal grembo di noi stessi, quasi de-egocentrarci per venire alla luce, alla Vita, all’incontro pieno e ricreante con il nostro Dio e Signore. “È lo Spirito che da la vita, la carne non giova a nulla. Le parole che vi ho detto sono spirito e vita”.

“Volete andarvene anche voi?”. Ecco che quasi spogliati del pesante fardello dei nostri “se” e dei nostri “ma”, il Signore si pone davanti a noi come uno sposo, come una sposa, offrendosi e chiedendoci se lo accogliamo, se lo accettiamo, se lo amiamo con tutto noi stessi.

“Chi volete servire, gli dèi dei vostri padri o dei popoli del paese dove abitate? - chiederà Giosuè al popolo di Israele: anche un popolo può fare la sua scelta, anche una cultura può scegliere di servire o meno il proprio Dio, consegnandosi “agli dèi del paese” che si abita, cioè alle mode correnti.

“Quanto a me e alla mia casa, noi vogliamo servire il Signore”. E noi, che risponderemo?


Dal Vangelo di Giovanni 6,60-69

« In quel tempo, molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?”. Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio”.

Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. ».


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