La Cattedrale di Gorizia

« Di nuovo… »

domenica 15 aprile 2007 di don Sinuhe Marotta

L’esperienza che hanno vissuto gli amici stretti di Gesù deve essere stata assolutamente unica e irripetibile. Tante volte i Vangeli ne ripetono – in forme ed episodi diversi – il profilo: Gesù che si fa incontro nel bel mezzo delle attività quotidiane; le sue parole portatrici di pace profonda e di entusiasmo nel contempo; la fatica a riconoscerlo, a inserire – cioè – la sua nuova forma di presenza nella propria esperienza umana; lo stupore davanti alla sua persona, stupore che rasenta l’incredulità.

Possiamo criticare il Tommaso del Vangelo se si è mostrato curioso e bisognoso di verifica e di contatto personale con il Gesù risorto di cui gli hanno parlato? No, troppo grande e inusitata è l’esperienza pasquale.

E allora che fa il Signore per avvolgerci con la sua luce pasquale? Che fare per accogliere il Risorto?

Di nuovo Egli si ripresenta ai suoi amici riuniti nel primo giorno dopo il sabato, di nuovo ogni ottavo giorno Egli attende il Tommaso che siamo ciascuno di noi per offrirci la sua pace e consentirci di contemplare le sue ferite d’amore, che rivediamo nei racconti del Vangelo e ripresentiamo nella ripetizione della sua offerta d’amore sui nostri altari.

Di nuovo i fratelli – la Chiesa – si radunano in casa, la casa della comunità, per attendere il Signore Risorto che si fa presente attraverso i segni della sua Parola e del Pane spezzato e condiviso.

Di nuovo essi si prendono cura degli ammalati del corpo e dello spirito nelle tante piazze di oggi, cioè nelle diverse opere di misericordia che essi promuovono. Di nuovo essi proclamano, con gioia, timidezza e forza nel contempo: “Abbiamo visto il Signore!” ai nuovi Tommaso in cammino nelle nostre comunità.

Anche a noi, come a Tommaso, è offerta di nuovo l’esperienza del perdono dalla nostra incredulità e distrazione nel sacramento della Riconciliazione, di nuovo ci è dato l’incontro con il Signore nella comunità riunita.

“O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo
per celebrare Colui che è il Vivente che ha sconfitto la morte,
donaci la forza del tuo Spirito,
perché ti rendiamo il libero servizio del nostro amore,
per regnare con Cristo nella gloria”.


Dal Vangelo di Giovanni 20,19-31

« La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù ».


Home page | Contatti | Mappa del sito | Riassunto | Area riservata | Statistiche delle visite | visite: 53450

Sito realizzato con SPIP 2.0.8 [13982] + ALTERNATIVES

RSS RSS La Parola della settimana