« Vieni Santo Spirito! »
domenica 27 maggio 2007 di don Sinuhe Marotta
Oggi la Chiesa celebra il compimento della Pasqua. Il dono dello Spirito è promesso da Gesù ai suoi come il Consolatore che renderà sempre presente il Signore risorto nella Chiesa. E tale promessa si attua nel giorno di Pentecoste, quando le lingue di fuoco dello Spirito si posano sui discepoli che divengono apostoli capaci di annunciare le meraviglie di Dio a tutti i popoli (prima lettura).
Ormai siamo figli di Dio, fratelli di Cristo. E questo comporta una relazione di piena familiarità con Lui. Infatti lo Spirito libera noi battezzati dalla schiavitù e dalla paura del peccato e ci rende figli adottivi. Possiamo così rivolgerci al Padre, nel grido della preghiera, con “Abbà”, la stessa confidenziale espressione usata da Gesù.
Siamo figli, ma anche eredi. Significa che il nostro avvenire è al sicuro. Come figli di Dio, parteciperemo all’eredità, e quindi alla salvezza finale.
Il credente è dunque chiamato a riconoscere in tutta la sua esistenza l’opera dello Spirito, che lo pone in una relazione di sconvolgente prossimità con il Signore e gli fa sperimentare, già da ora, quella vita piena, il cui possesso definitivo, anche a causa della possibilità del peccato, sarà ottenuto soltanto alla risurrezione finale.
Le sofferenze di noi cristiani sono costituite dalle prove proprie della condizione umana, segnata dagli effetti del peccato, quelle stesse sperimentate dal Figlio di Dio. Ma il senso di tutto questo percorso è costituito dalla sua fine, nella partecipazione con Cristo alla gloria celeste.
Comprendiamo allora come l’Apostolo Paolo diventa capace di distinguere i modi diversi di vivere che derivano dall’essere abitati dallo Spirito del Signore. “la carne” corrisponde alla ricerca di un’esistenza egocentrica; “lo Spirito” corrisponde all’apertura con amore a Dio e agli altri, e questi due modi di vita sono alternativi.
Ogni domenica, il canto dell’assemblea cristiana loda i grandi prodigi di Dio, manifesta la gioia della propria chiamata, dá voce alla preghiera del cuore. È la voce gioiosa dello Spirito di Dio in noi: “Vieni, Santo Spirito!”.
Dal Vangelo di Giovanni 14,15-16.23b-26
« In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perchè rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” ».