Dalla parte della vita
domenica 10 giugno 2007 di don Sinuhe Marotta
Lì sta Dio, il nostro Dio. Dalla parte della vita. ha creato tutto per la vita, ha donato l’esistenza alle cose, all’universo, all’uomo. È il Dio della Vita, la vita e l’uomo vivente gli rendono gloria, sono il suo splendore e la sua bellezza. Dio è glorioso perché ha creato la vita, e la vita è quella luce che ci fa godere della bellezza di Dio.
Dio soffre per la morte dell’uomo, ne ha compassione profonda. La morte infatti “è entrata nel mondo per invidia del diavolo”, dice il libro della Sapienza; Dio, infatti, “ha creato l’uomo per l’immortalità, lo fece ad immagine della propria natura” (Sap 2,23).
Ecco allora il significato profondo di quelle due processioni di folla di cui parla il vangelo di oggi. Non si tratta soltanto di un giovane salvato dalla morte. C’è un fiume di umanità che esce piangendo dal “Giardino delle delizie” – questo significa il nome Nain – al seguito di Morte che ha colpito il proprio figlio unico. Come non vedere un’immagine del primo Paradiso, da cui ci allontanammo piangendo per il Bene perduto?
L’altro fiume di folla entra nel “Giardino delle delizie”, ancora velato dal lutto e dalle lacrime, portando Vita ovunque passa, al seguito di quel Figlio Unico, capace di risuscitare dalla morte. Come non vedere un’immagine di quel fiume miracoloso di cui parla Ezechiele, dalle acque sempre crescenti e capace di portare salute e guarigione ovunque passi? (cfr Ez 47)
In quale fiume di folla vogliamo essere? In quale città stiamo entrando con la nostra vita? la Chiesa vuole essere proprio questo: un fiume di umanità che non si accontenta di piangere sui propri figli strappati dalla morte ma che segue il Figlio morto e Risorto, capace di dare Vita e Risurrezione.
“O Dio, consolatore degli afflitti, fa’ che nelle prove del nostro cammino restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio, perché si riveli in noi la potenza della sua Risurrezione”.
Dal Vangelo si Luca, 7,11-17
« In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».
E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!».
Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo». La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione ».