La Cattedrale di Gorizia

« Non il mio ma il Tuo desiderio »

domenica 29 luglio 2007 di don Sinuhe Marotta

Vedere Gesù che prega fa nascere nei suoi amici il desiderio di imparare a pregare a propria volta. Vedere la sua intimità con il Padre, stampata sul suo volto e impressa nel suo corpo, fa nascere nei discepoli il desiderio di sperimentarla a propria volta, questa intimità.

Però, che cosa c’è di più “innaturale” della preghiera? Non soddisfa dei bisogni fisici, non risolve dei problemi pratici, praticamente non “serve” a nulla. Con essa non si mangia, non ci si copre, non si acquista e non si vende nulla, non si impara, non si produce.

Eppure… Vedere Cristo pregare ha fatto scaturire in quegli uomini una scintilla nella mente, ha fatto sorgere un desiderio nel cuore, sgorgare un’invocazione dalle labbra: “Signore, insegnaci a pregare!”.

Come se proprio qui, nella preghiera, fosse nascosto l’Uomo secondo Dio e non semplicemente un uomo secondo la terra, un Uomo secondo lo Spirito e non solamente un uomo secondo la carne, un Figlio pieno di dignità e non semplicemente un animale destinato alla morte.

Operai, impiegati, pescatori, intellettuali rivoluzionari: questi gli uomini che hanno chiesto: “Signore, insegnaci a pregare”. Erano giovani? Quasi sicuramente. Non hanno chiesto la forma fisica, né la salute, né di essere i migliori in tutti campi, ma di saper pregare come Lui.

E noi impiegati, professionisti, intellettuali non troppo rivoluzionari, che cosa stiamo chiedendo a nostro Signore? Che cosa vedono i nostri figli in noi, tanto da desiderarlo e chiederlo a loro volta?

Cristo ha detto che nessun padre sulla terra darebbe serpi e scorpioni ad un figlio che chiede il necessario per vivere. L’unico dono necessario da chiedere con insistenza, infatti, è lo Spirito Santo, che ci rende umani secondo Dio, Figli del Cielo, fratelli di ogni uomo. A questo deve servire la nostra preghiera.

Serpi e scorpioni i nostri figli se li tatuano in maniera indelebile sul proprio corpo, per tutta la vita. Quale “padre” li sta istruendo? Quale “padre” ce li sta rubando?


Dal Vangelo di Luca 11,1-13

« Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” ».


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