La Cattedrale di Gorizia

«Non temere, piccolo gregge!»

domenica 12 agosto 2007 di don Sinuhe Marotta

Sono parole che noi oggi abbiamo bisogno di sentirci dire, perché il pericolo è di perdere la speranza per il futuro. Il pericolo è il disorientamento. Non sono poche le persone che vengono colte da paure per il futuro. Il Signore ci dice di non temere perché ogni situazione storica è in grado di essere assunta e vissuta con forza e novità.

Per noi cristiani, può essere un momento molto importante questo: di minore conformismo e di maggiore interiorizzazione. Un momento che ci spinge a verificare che cosa è veramente essenziale nel vivere il Vangelo, nel fare Chiesa.

E uno degli aspetti che la liturgia oggi evidenzia riguarda proprio la qualità del discepolo. Il vero discepolo non è colui che ricerca una conoscenza del mistero e dell’agire di Dio che è al di là delle possibilità umane, una conoscenza potremmo dire “esoterica”, ma colui che spende la propria vita al servizio degli altri perché ha imparato dal Cristo che questo è il vero volto di Dio.

La seconda esortazione sembra più rivolta a chi ha un incarico di responsabilità all’interno della comunità cristiana: infatti l’unico compito che viene evocato per l’amministratore è «distribuire a tempo debito la razione di cibo», quindi la cura e la sollecitudine per gli altri.

Lo sfruttamento dei beni esclusivamente per il proprio vantaggio è incompatibile con la volontà del Padre. In un certo senso, «mangiare, bere e ubriacarsi» sono atteggiamenti paragonabili alla cupidigia, perché mirano esclusivamente alla soddisfazione dei propri desideri e quindi richiamano il pericolo insito nelle cose possedute.

D’altra parte, il Vangelo assume anche una funzione di incoraggiamento perché, pur negando la possibilità di conoscere il momento, ribadisce la certezza della venuta del Figlio dell’uomo. Abbiamo viva in noi questa consapevolezza, che avremo “un tesoro inesauribile nei cieli”?

E allora, restiamo desti, vigilanti e operosi in vista dell’incontro col Signore.

(da Vita Pastorale, 6/2007)


Dal Vangelo di Luca 12,35-40

« In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignuola non consuma. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli ».


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