La Cattedrale di Gorizia

«Zaccheo scendi subito!»

domenica 4 novembre 2007 di don Sinuhe Marotta

Come ci assomiglia questo Zaccheo: vuole salire tra le fronde dell’albero per vedere Gesù. Vuole forse vedere senza essere visto? Antica strategia questa, allora: nascondersi da Dio grazie a delle foglie, strategia utilizzata dai nostri progenitori - dalla coscienza vergognosa per il proprio agire - all’udire il passo di Dio nel giardino dell’Eden.

Zaccheo vuole poter vedere, ma senza essere visto. Forse non vuole essere eccessivamente coinvolto in questa storia di cui tanto si parlava, di quell’uomo che compiva gesti meravigliosi ed aveva una parola penetrante fin nel profondo dell’anima?

Anche noi abbiamo i nostri piccoli grandi alberi da cui poter osservare senza essere troppo coinvolti. A volte una trasmissione, alle volte una conversazione, oppure il catechismo dei nostri figli, magari una colonna della chiesa, nascosti dal fogliame degli altri fedeli…

Aspettiamo di vedere se il Signore ha davvero qualche cosa da dirci, aspettiamo forse di sentire qualche cosa che si muova “dentro”, che ci illumini, ci dia pace e forza per affrontare la vita.

E il Signore non mancherà di esaudirci; ma ci chiede prima di superare ed abbandonare quella curiosità distante davanti a Lui. Magari noi attendevamo che Egli facesse qualche cosa per noi; Egli invece desidera che facciamo qualche cosa per lui: “Scendi presto e invitami a casa tua”.

« Scendi, perché su quell’albero devo salire io, ora. Tu sei salito sull’albero pieno di fronde per vedere senza essere visto. Io devo salire sull’albero per fami vedere dal mondo intero. Toglieranno tutte le fronde e le foglie a furia di colpi e di flagelli, ma non importa, perché così tutti mi vedranno ed io potrò attirare a me i loro cuori tormentati e feriti.

Sì, scendi presto, Zaccheo, perché ho un Battesimo da ricevere e come vorrei che fosse già finito, ho un Fuoco da portare e come vorrei che fosse già acceso!

Non aspettarti di sentire emozioni strane con me. Invitami piuttosto a casa tua, nella tua intimità, dammi spazio nei tuoi pensieri, nei tuoi sentimenti, lasciami posto nelle tue decisioni, nelle tue azioni.

Lì preparami la tavola, mangeremo il Pane della Vita e vivremo nella gioia di una fede e un amore ritrovati.

Scendi subito, Zaccheo! »


Dal Vangelo di Luca 19,1-10

« In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” ».


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