Attratti dalla speranza
domenica 18 novembre 2007 di don Sinuhe Marotta
Così abbiamo pregato oggi: “O Dio, principio e fine di tutte le cose, fa’ che attraverso le vicende liete e tristi di questo mondo teniamo fissa la speranza del tuo Regno”.
Perfetta, potremmo dire – per quanto apparentemente banale - analisi della nostra vita: una congerie di vicende ed eventi lieti e tristi che costellano la nostra esistenza umana. E così piangiamo quando siamo tristi e gioiamo – ne siamo ancora capaci? – quando siamo lieti.
Tutta qui la vita? Probabilmente no, se il Signore Gesù sente il bisogno di metterci in guardia contro un eccessivo attaccamento alle cose visibili, fossero anche i pilastri di questo mondo o addirittura le strutture religiose più sante. Tutto cambia, si trasforma o addirittura si degrada e un giorno verrà meno.
Privati, allora, della fiducia nell’avvenire, saremmo noi poveri moscerini mortali, vicini al gigantesco buco nero del nulla che irrimediabilmente ci attrae a sé?
Per nulla! Ma il Signore Gesù ci educa alla speranza in ciò che non verrà meno. Sballottati qua e là dall’altalenanza di vicende liete e tristi della vita, Egli ci chiede di fissare lo sguardo in ciò che non verrà meno e che un giorno soltanto resterà: il suo Regno.
Regno che verrà anche nel venir meno degli equilibri sociali, Regno che verrà anche nel venir meno della libertà religiosa… Sarà quello il tempo della testimonianza – martyria, tempo della perseveranza. Non appoggiati a ciò che ci rende lieti o tristi, ma fondati in colui che è causa della nostra letizia.
In queste domeniche è questa la scuola alla quale siamo convocati, un esercizio di speranza del Regno di Dio, perché cresca in noi la pazienza, la capacità di portare – anche se con certa sofferenza - i pesi della vita e quelle che ci possono sembrare apparenti sconfitte: l’educazione dei nostri figli che non giunge a buon fine, l’abbandono della vita cristiana da parte di tanti nostri giovani, i cambiamenti negli stili di vita delle nostre famiglie, e così via.
Non ci rattristiamo in questa storia ambigua destinata ad altri cambiamenti ancora, ma fissiamo lo sguardo in Colui che non verrà mai meno.
Dal Vangelo di Luca 21,5-19
« In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: “Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta”. Gli domandarono: “Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”.
Rispose: “Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.
Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere... Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”. ».