“Ci consideriamo tue ossa e tua carne”
domenica 25 novembre 2007 di don Sinuhe Marotta
In quel generoso e spontaneo mettersi nelle mani di Davide come proprio re e guida da parte delle tribù di Israele, ci viene ricordato dalla prima lettura odierna un aspetto molto importante della nostra vita.
Abbiamo bisogno di fare alleanza con qualcuno che sentiamo come autorevole nella nostra vita. Abbiamo bisogno di poterci fidare di qualcuno come indicatore sicuro di direzione nella nostra esistenza.
Non siamo fatti per galleggiare a caso nella vita, come bolle di sapone portate qua e là da ogni corrente per poi esaurirsi esplodendo a contatto con una qualsiasi verità o realtà. Siamo piuttosto umani, fatti per relazionarci, per fidarci, per credere a qualcuno degno di fiducia. E questa non è la nostra debolezza, è piuttosto la nostra forza.
La capacità di affidamento è la nostra grandezza. Sin da piccoli, essa ci consente di apprendere e di crescere velocemente, affidandoci a dei genitori e a degli educatori. Arriverà poi il giorno in cui potremo dire ad un’altra o ad un altro: “tu sei ossa delle mie ossa e carne della mia carne”, massimo affidamento reciproco in una relazione stabile di amore, come nel matrimonio.
E così, di affidamento in affidamento, diventiamo a nostra volta capaci di autorevolezza e capaci di essere a nostra volta guida per altri, che troveranno in noi dei validi punti di riferimento.
Quel Re Davide di cui parla il Libro di Samuele, però, è immagine di un altro Re, di cui parla il Vangelo. Il primo Davide è morto, il secondo è Vivente. L’autorevolezza di Davide, conquistata sul campo di battaglia con il sangue dei nemici di Israele, rimanda all’autorevolezza dell’altro Re, conquistata con il proprio sangue e con l’offerta cruenta della propria vita.
Questo Re, che è Cristo Signore, regna sconfiggendo il potere delle tenebre e ci chiede di regnare con Lui, facendo della nostra vita una continua ricerca della giustizia e dell’amore. Affidarci a Lui e camminare nelle Sue orme è la nostra grandezza e la nostra riuscita.
Donare, come Lui, la nostra vita per amore è il nostro vero potere; condividere la Sua gloria in paradiso la nostra autentica speranza.
Che davvero Cristo regni, nei nostri cuori e nel nostro mondo, ora e sempre.
Dal secondo libro di Samuele 5,1-3
In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide in Ebron e gli dissero: “Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele”.
Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele.