l grande Sogno dei profeti, Isaia tra tutti: che tutti i popoli potessero radunarsi nella pace, nella prosperità, nella gioia. Gerusalemme al centro, avvolta da una splendida luce, che irradia sino ai confini della terra; i suoi bagliori diventati strade per i suoi figli lontani, e non solo, ma per tutti i popoli della terra.
E porteranno doni ricchissimi, i popoli che verranno a Lei, ricchissimi sì, ma povera cosa davanti alla grande gioia di appartenere tutti assieme al Signore del Cielo e della Terra; ne canteranno infatti le glorie e la Gloria.
E chi vorrà restare fuori da questo straordinario luminoso vortice di luce sarà come avvolto da nebbia fitta, come ricoperto dalle tenebre.
Come non alzarsi, allora, come non rivestirsi di questa luce, come non muovere in cammino verso la Gloria del Signore, là dove incontreremo da amici e da fratelli i popoli e i re con i quali un tempo lontano facemmo guerra? Davvero dobbiamo esultare di gioia e di trepidazione, perché questo mistero era stato soltanto desiderato e intravisto dalle precedenti generazioni; ma al presente, a noi, oggi è stato rivelato con chiarezza, attraverso parole di uomini e donne come mandati da Dio stesso. La Buona Notizia è che credenti e non credenti, vicini e lontani, amici e nemici hanno ricevuto la stessa eredità, la Pace, che realizza l’antica promessa di Dio.
Ce li immaginiamo, questi viaggiatori della Verità, giunti alle soglie di una povera casa in disparte dal mondo, e qua e là pastori con gli occhi luminosi, che si allontanano verso le loro greggi canticchiando sottovoce di gioia? Quale Re, quale Principe, quale Signore può essere capace di tanto?
Eccoli entrati. E che cosa avranno provato nel vedere un piccolo neonato, la pelle rosata e morbida, che si muove con tenere smorfie tra un sonno e l’altro? Che cosa avranno visto negli occhi profondi e freschi di quella Madre, così inesperta e così forte, come solo una Promessa segreta e indicibile poteva rendere?
Si prostrano. Quale atto di fede, quale abbandono delle proprie certezze, quale forza per mettersi in ginocchio ed aprire egualmente i loro doni… Così, proprio come il Profeta aveva visto, così come gli Angeli avevano cantato, così come l’Uomo aveva sperato, così come il Padre aveva voluto.
Quella luce che li aveva guidati, ora misteriosamente scompare. Anzi, no: eccola penetrata nei loro cuori e diventata gioia. E resterà lì nascosta e a volte visibile, nel resto del tempo.
Essa brillerà di nuovo, alla fine dei tempi, quando tutti i popoli saranno giunti dal Re, portando i loro doni.
Dal libro del profeta Isaia 60,1-4
« Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. ».
