La Cattedrale di Gorizia

«Fu condotto dallo Spirito nel deserto»

domenica 10 febbraio 2008 di don Sinuhe Marotta

Dove lo conduci, Spirito di Dio, quel Gesù tanto atteso e tanto mite, obbediente al Padre in tutto? Perché proprio nel deserto, dove scorpioni e aspidi insidiano il calcagno, dove è solo asprezza, fatica e silenzio?

Perché lo conduci nel deserto, Spirito dell’Amore, quel Gesù figlio tanto amato dal Padre, il solo in cui Egli si sia compiaciuto? Proprio in quel deserto nel quale, come leone ruggente, il diavolo va intorno cercando chi divorare?

Come mai lo lasci solo nella prova, Spirito Consolatore, quel Gesù che tanto bene poteva fare, che tante parole buone avrebbe potuto dire, che tanta luce avrebbe potuto irradiare attorno a sé? Perché tentarlo; vuoi forse vedere se questo nuovo Adamo reggerà alla sfida del peccato? Il primo Adamo, infatti, non aveva retto né alle lusinghe del Maligno né alla paura della morte. Si era sciolto come cera davanti al fuoco, fragile nella sua natura umana, tanto da lasciar entrare in sé e nel mondo - come signora e padrona – la Morte.

Ma eccolo che combatte contro il Gigante, questo giovane nuovo Davide. Nelle sue mani solo la roccia della Parola Eterna, lanciata come sasso dalle sue labbra pure. A Davide bastò un colpo per uccidere Golìa; al Nuovo Davide ben tre colpi sono necessari, e servono solo per allontanare il Nemico, che tornerà nel tempo della Passione, accompagnato dalla forza invincibile di Morte. E là sarà la battaglia decisiva.

* * *

«Sei tu che mi hai condotto in questo deserto, Spirito di Dio, in questa mia vita dove vedo solo asprezza, fatica e silenzio?

Perché mi hai condotto in questo deserto, Spirito dell’Amore, da questo mio marito, da questa mia moglie, in questa mia famiglia che ho tanto amato e che ora, come leone ruggente, sembra mi voglia divorare? Eppure il Padre ci aveva sorriso, in principio, si era compiaciuto di noi e del nostro amore, tanto, troppo tempo fa.

Come mai mi lasci solo nella prova, Spirito Consolatore; me, che tanti sogni portavo in cuore, che tanti desideri di bene e attese di gioia animavano e rendevano vivo… Quanto vorrei fuggire!

Ma se Tu mi concederai la tua forza, allora io combatterò; se dirai ancora la Tua Parola, allora io ascolterò; se resterai con me, allora anch’io resterò; se tu mi esaudirai, allora anch’io ti invocherò».


Dal Vangelo di Matteo 4,1-11

« Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».


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