In quei giorni il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua» (Es 17,3). Beato quel popolo che soffre la sete! Beato quel popolo che cerca con passione l’acqua capace di dissetare lo spirito! Esso infatti grida, protesta, invoca il suo Dio finché il Cielo si apre, obbedisce al suo Signore, colpisce la Roccia ed essa lo disseta.
Dicono che in certi anziani viene meno lo stimolo della sete. Essi camminano, si siedono, mangiano, guardano la televisione, parlano al telefono con i familiari e con gli amici, ma si rinsecchiscono pian piano, senza accorgersene, si disidratano e muoiono.
Non sentono il desiderio dell’acqua, ma ne hanno disperato bisogno; credono di stare bene – sì, forse si sentono un po’ deboli o un po’ irritabili, ma nulla più… - in realtà si stanno esaurendo.
A chi assomigliamo noi, popolo pieno di ogni cosa? Al popolo assetato o a costoro che neppure la sete sanno più riconoscere? Chi invochiamo, chi preghiamo nel lungo viaggio della nostra vita?
Beata quella donna che incontrò il Cristo al pozzo di Giacobbe! Ella credeva di aver bisogno dell’acqua per il corpo, ma Cristo le ricorda che c’è un’acqua per lo spirito. Ella cercava un’acqua per la sete del momento, ma Cristo le presenta un’acqua per la vita eterna.
Ella forse pensava di aver risolto il suo desiderio d’amore – in fondo stava con il suo sesto uomo – ma Cristo le fa incontrare lo Sposo della sua anima, Colui che le avrebbe spalancato le porte di amore inedito e sconosciuto e finalmente rivelato la verità su di sé: “mi ha detto tutto quello che ho fatto… è Lui il Messia?”.
E che fatica, però, compie il Cristo per condurla pian piano fuori dal quel mondo chiuso delle cose da fare; e che fatica anche Egli compie con i suoi amici per far loro capire che non si vive di sola lotta per il cibo, ma per compiere la volontà del Padre che sta nei cieli…
“Tu vieni a noi, popolo vecchio che neppure prova più la sete, o Sorgente di acqua viva; Tu offri alla nostra umanità, che ha dimenticato di essere riarsa dalla sete, l’acqua viva della grazia; Tu, Roccia nel deserto della vita, ti lasci percuotere dalle nostre parole e preghiere, e fai scaturire per noi il dono dello Spirito.
Fa’ che anche noi lasciamo per un po’ in terra le nostre anfore ipertecnologiche e vuote, e corriamo a cercare Te, a parlare di Te; e che possiamo ritornare finalmente a professare la nostra fede, e annunciare con gioia le meraviglie del tuo Amore”.
Dal Vangelo di Giovanni 4,5-42
« Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere».
Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna sama¬ritana?». Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». […]
«Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua» ».
