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	<title>La Cattedrale di Gorizia</title>
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		<title>&#171;Non rattristate lo Spirito Santo&#187;</title>
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		<description>&#200; il sentimento della delusione che fa da fil rouge alle tre letture che la Chiesa ci propone nella liturgia domenicale. Elia &#232; deluso da se stesso e dall'esito della sua azione. &#8220;Non sono migliore dei miei padri&#8221; si lascia sfuggire tristemente dalle labbra, chiedendo a Dio di farlo morire. I conflitti continui con i sacerdoti della religione della natura e del corpo (quali erano quelli del culto di Baal), il contrasto con il potere politico (rappresentato dalla vendicativa regina Gezabele) lo (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#200; il sentimento della delusione che fa da &lt;i&gt;fil rouge&lt;/i&gt; alle tre letture che la Chiesa ci propone nella liturgia domenicale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Elia &#232; deluso da se stesso&lt;/i&gt; e dall'esito della sua azione. &#8220;Non sono migliore dei miei padri&#8221; si lascia sfuggire tristemente dalle labbra, chiedendo a Dio di farlo morire. I conflitti continui con i sacerdoti della religione della natura e del corpo (quali erano quelli del culto di &lt;i&gt;Baal&lt;/i&gt;), il contrasto con il potere politico (rappresentato dalla vendicativa regina Gezabele) lo fanno sprofondare in una brutta depressione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci vorr&#224; l'attenzione e la cura affettuosa dell'angelo di Dio, espressa in quel pane misterioso trovato nel deserto, che lo aiuter&#224; a rialzarsi e a procedere nuovamente verso un nuovo appuntamento con Dio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche nel brano evangelico &lt;i&gt;i Giudei sono delusi da Ges&#249;&lt;/i&gt;. Troppo &#8220;umana&#8221;, troppo normale la sua persona; troppo aspre le sue parole: &#8220;Questo linguaggio &#232; duro: chi pu&#242; comprenderlo?&#8221;; come &lt;i&gt;troppo alte sono le sue pretese&lt;/i&gt;: &#8220;Io sono il pane disceso dal cielo. Mangiate di me se volete vivere in eterno&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non dovrebbe essere facile e piacevole seguire il Cristo? Non dovrebbe Lui moltiplicare sempre il pane gratis a nostro favore, eliminare i disagi, le malattie, la morte, come si racconta abbia fatto soltanto qualcuno?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Infine, dalle parole di Paolo comprendiamo che &lt;i&gt;i cristiani di Efeso&lt;/i&gt; &#8211; chiss&#224; noi, allora&#8230; - sono rimasti terribilmente &lt;i&gt;delusi gli uni dagli altri&lt;/i&gt;, tanto da altercare a aggredirsi reciprocamente con parole e insulti. L'Apostolo li richiama: &#8220;Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignit&#224;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E poi ci offre &lt;i&gt;il criterio sano e straordinario per procedere nella vita&lt;/i&gt;, e non cadere nella depressione che nasce dalla delusione di s&#233;, di Dio e dell'altro: &#8220;&lt;i&gt;Non vogliate rattristare lo Spirito Santo&lt;/i&gt; di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non voler deludere &lt;i&gt;lo Spirito Santo che abita in noi&lt;/i&gt;: che capovolgimento! Siamo delusi perch&#233; alla fine ci scopriamo soli e abbandonati, Egli ci ricorda che col Battesimo lo Spirito stesso di Dio &#232; venuto a stare in noi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non pi&#249; soli, non pi&#249; abbandonati, con l'unico desiderio di non deludere Lui, di non rattristarlo con una condotta troppo &#8220;normale&#8221;, troppo umana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco perch&#233; l'Apostolo osa chiedere di essere &#8220;benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo&#8221;. Insomma: farci &lt;i&gt;&#8220;imitatori di Dio&#8221;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa s&#236; che &#232; una bella meta per la nostra vita.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,30-5,2&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignit&#224;. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carit&#224;, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Battezzati, non vivete da pagani!</title>
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		<description>Come sono brucianti ed attuali le parole odierne di Paolo: &#8220;Non comportatevi pi&#249; come i pagani&#8221;. Si rivolge come a uomini che, dopo essersi seduti al tavolo del pranzo di nozze, tornino a cibarsi di avanzi trovati nelle immondizie. Come a uomini che, dopo aver sperimentato quanto sia grande e bello vivere per amore, tornino a vivere nell'egoismo pi&#249; sfacciato. Del resto, questa alternativa appare gi&#224; nel Vangelo. Ges&#249; stesso si rende conto che la folla lo cerca con motivazioni estremamente (...)

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Come sono brucianti ed attuali le parole odierne di Paolo: &lt;i&gt;&#8220;Non comportatevi pi&#249; come i pagani&#8221;.&lt;/i&gt; Si rivolge come a uomini che, dopo essersi seduti al tavolo del pranzo di nozze, tornino a cibarsi di avanzi trovati nelle immondizie. Come a uomini che, dopo aver sperimentato quanto sia grande e bello vivere per amore, tornino a vivere nell'egoismo pi&#249; sfacciato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Del resto, questa alternativa appare gi&#224; nel Vangelo. Ges&#249; stesso si rende conto che &lt;i&gt;la folla lo cerca con motivazioni&lt;/i&gt; estremamente ambivalenti, se non &lt;i&gt;ambigue&lt;/i&gt;: &#8220;Voi mi cercate non perch&#233; avete visto dei segni, ma perch&#233; avete mangiato di quei pani e vi siete saziati&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco i &#8220;pagani&#8221; di cui parla Paolo: &lt;i&gt;coloro che vivono semplicemente per soddisfare i propri bisogni&lt;/i&gt;, spinti dai propri impulsi ed istinti, in un ciclo infernale di bisogno e soddisfacimento senza fine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; &lt;i&gt;&#8220;l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli&#8221;&lt;/i&gt;, diagnosticher&#224; l'Apostolo ai cristiani di Efeso, cos&#236; tentati, in una citt&#224; pi&#249; che gaudente, di ridiventare come tutti gli altri con i propri comportamenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;S&#236;, non bastano le intenzioni o i desideri, dice Paolo, per essere amanti della giustizia vera; ci vogliono &lt;i&gt;i comportamenti&lt;/i&gt;. Altrimenti si vive di velleit&#224;, spinti da &#8220;vani pensieri&#8221;. Si vive del nulla, vuoti. Battezzati che vivono da pagani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'uomo nuovo, quello &lt;i&gt;&#8220;creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santit&#224;&#8221;,&lt;/i&gt; non si accontenta di vivere alla maniera vecchia, spinto dai propri impulsi. Cerca la verit&#224;. Ama le cose giuste, bench&#233; difficili. Vuole amare, non solo soddisfarsi, pensare prima all'altro e poi a se stesso. Vuole compiere le opere di Dio, non solo seguire le passioni ingannevoli dell'uomo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'avevano chiesto anche a Ges&#249;: &lt;i&gt;&#8220;Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?&#8221;&lt;/i&gt;. E il Maestro e Signore, Colui che seppe moltiplicare il poco offertogli, rispose con chiarezza: &lt;i&gt;&#8220;Questa &#232; l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato&#8221;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non cerchiamo pi&#249; solo il pane, ma piuttosto &lt;i&gt;Colui che &#232; capace di donarcelo&lt;/i&gt;. Non gettiamoci pi&#249; avidamente sulle cose belle della vita, apriamo invece il cuore e le mani a &lt;i&gt;Colui che ce le ha donate&lt;/i&gt;. Non viviamo pi&#249;, noi battezzati nella morte e risurrezione di Cristo, da pagani, ma diamoci alla giustizia e alla verit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,17.20-24&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi pi&#249; come i pagani con i loro vani pensieri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Voi non cos&#236; avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verit&#224; che &#232; in Ges&#249;, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovar&#172;vi nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santit&#224; &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Prima fratelli, poi uomini</title>
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		<description>Per affrontare le esigenze e i problemi che la vita generosamente ci presenta, non sempre la soluzione commerciale &#232; la migliore. A volte non &#232; neppure possibile. &#200; la situazione che ci presenta il Vangelo odierno: una massa di folla senza cibo da un lato, uno sparuto gruppo di amici e seguaci di Ges&#249; dall'altro, risorse risicate e insufficienti per tutti. &#200; la situazione in cui appaiono trovarsi continenti interi sul nostro pianeta, come l'Africa, ad esempio. Lo hanno riconosciuto anche i (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L88xH150/arton1383-f9a0a.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='88' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:88px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Per affrontare le esigenze e i problemi che la vita generosamente ci presenta, non sempre &lt;i&gt;la soluzione commerciale&lt;/i&gt; &#232; la migliore. A volte non &#232; neppure possibile. &#200; la situazione che ci presenta il Vangelo odierno: una massa di folla senza cibo da un lato, uno sparuto gruppo di amici e seguaci di Ges&#249; dall'altro, risorse risicate e insufficienti per tutti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; la situazione in cui appaiono trovarsi continenti interi sul nostro pianeta, come l'Africa, ad esempio. Lo hanno riconosciuto anche i potenti del mondo contemporaneo, alcune settimane or sono, incontratisi nel nostro Paese. E se &#232; bene &#8211; e richiesto dalla giustizia &#8211; investire somme ingenti di denaro per lo sviluppo dei popoli, non sar&#224; per&#242; il denaro &lt;i&gt;da solo&lt;/i&gt; a far uscire dalla miseria gran parte della nostra umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La via &#232; un'altra. Lo rammenta ai cristiani di Efeso e a noi oggi l'Apostolo Paolo: &lt;i&gt;ricordare che siamo &#8220;un solo corpo, un solo Spirito&#8221;&lt;/i&gt;; una sola, infatti, &#232; la speranza alla quale siamo chiamati in Cristo Ges&#249;, che &#232; &#8220;un solo Signore&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci&#242; che ci rende &lt;i&gt;pi&#249;&lt;/i&gt; che uomini &#8211; &lt;i&gt;fratelli!&lt;/i&gt; &#8211; &#232; la condivisione dello stesso Pane del cielo, Cristo Signore; &#232; l'aver ricevuto la stessa chiamata all'unit&#224; e alla pace; &#232; il possedere la medesima speranza che in noi non arda solo il lumicino fumigante della vita biologica, destinato a spegnersi non appena cede qualche malconcia finestra della nostra salute sotto il soffio implacabile del tempo, ma il fuoco dell'unico Spirito Santo di Dio, che brucia e non si consuma, per l'eternit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E questa coscienza di &lt;i&gt;essere tutti una cosa sola in Cristo&lt;/i&gt; guida i pensieri, le parole e le opere dei cristiani: quasi a dire &lt;i&gt;prima fratelli, poi uomini; prima&lt;/i&gt; una cosa sola, poi diversi; &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt; figli dello stesso Dio, poi lavoratori in campi diversi per l'avvento dello stesso Regno di Dio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sar&#224; soltanto questa coscienza di unit&#224; che ci spinger&#224; a &lt;i&gt;sanare le spaventose omissioni&lt;/i&gt; &#8211; a volte proprio di soccorso &#8211; di cui ci stiamo caricando come cittadini del mondo. Davanti a noi stanno &lt;i&gt;oggi&lt;/i&gt; le folle immense di cui dice il Vangelo, folle senza cibo per il corpo, masse senza nutrimento per l'anima.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come risponderemo? Il ragazzo del Vangelo, se non lo aveva ben capito, certo ha ben agito, realizzando l'unit&#224; annunciata da Paolo, mettendo cos&#236; &lt;i&gt;nelle mani del Signore tutto il poco che aveva&lt;/i&gt; affinch&#233; Egli ne facesse ci&#242; che ben sapeva fare: riportare la Creazione allo stato di Madre buona e capace di nutrire tutti i suoi figli, non con le croste secche del denaro, ma con il pane buono della fraternit&#224; e della condivisione, pane che sboccia e matura sull'albero unico del Battesimo vissuto e della fede vera.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla lettera di S. Paolo apostolo agli Efesini 4,1-6&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umilt&#224;, dolcezza e magnanimit&#224;, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unit&#224; dello spirito per mezzo del vincolo della pace.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un solo corpo e un solo spirito, come una sola &#232; la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che &#232; al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed &#232; presente in tutti &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Il grande abbraccio</title>
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		<description>Che cosa avr&#224; ancora insegnato il Cristo alla folla che, dopo essere stata congedata per un desiderato momento di riposo e di intimit&#224; con i suoi discepoli, l'ha preceduto sull'altra riva del lago? Come dovevano essere quelle parole, se erano capaci di attirare la gente come greggi che accorrono vedendo il pastore avvicinarsi e gi&#224; pregustando verdeggianti e deliziosi pascoli? San Paolo ci aiuta a comprendere che la forza delle parole di Cristo risiedeva nella Sua persona: &#8220;In Cristo Ges&#249;, voi (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L111xH150/arton1376-90cf9.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='111' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:111px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Che cosa avr&#224; ancora insegnato il Cristo alla folla che, dopo essere stata congedata per un desiderato momento di riposo e di intimit&#224; con i suoi discepoli, l'ha preceduto sull'altra riva del lago? Come dovevano essere quelle parole, se erano capaci di attirare la gente come greggi che accorrono vedendo il pastore avvicinarsi e gi&#224; pregustando verdeggianti e deliziosi pascoli?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;San Paolo ci aiuta a comprendere che la forza delle parole di Cristo risiedeva nella Sua persona: &#8220;In Cristo Ges&#249;, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini&#8221;. Come &#232; stato possibile questo? Grazie al suo sangue, non solo grazie alle sue parole.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; come se sulla croce Cristo avesse allargato a tal punto le sue braccia da stringere in un grande abbraccio l'intera umanit&#224;, addirittura l'universo intero, come Paolo annuncia qualche versetto prima di ci&#242; che ascolteremo oggi della sua lettera agli Efesini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Cristo, Signore Dio fattosi Pastore come Geremia gi&#224; intravedeva, viene ad abbattere i muri alzati dalle divisioni etniche, politiche e religiose. Guardando a Lui, ascoltando Lui, seguendo Lui gli uomini si ritrovano vicini, tanto pi&#249; vicini tra loro quanto pi&#249; si lasciano attirare a Lui, come raggi intorno al mozzo della ruota.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E anche il suo abbraccio comprende e attira a s&#233; l'uomo spezzato e diviso in se stesso, quello che siamo ognuno di noi, divisi tra ideali e realizzazioni, tra cuore e gesti, tra spirito e carne.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cristo misericordioso ci attira a s&#233; e ci chiede di confidare a abbandonarci alla sua infinita misericordia, per essere mille e mille volte ancora guariti dalla sua tenerezza e dal suo perdono, fino a che sentiremo il desiderio di rifuggire dal male compiuto, se non per la nostra vaga e debole rettitudine, almeno per riguardo a Lui, Pastore buono dalle parole come calamite, che attira tutti a s&#233;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che bello, allora, approfittare del tempo pi&#249; lieve dell'estate per lasciarci attrarre a Lui, per &#8220;gustare nella Parola e nel Pane di vita la sua presenza di Figlio&#8221; di Dio in mezzo a noi, per imparare la riconciliazione interiore, la familiarit&#224; con Dio, l'unit&#224; del genere umano.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&#171; Fratelli, ora, in Cristo Ges&#249;, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti &#232; la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cio&#232; l'inimicizia, per mezzo della sua carne.
Cos&#236; egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l'inimicizia.
Egli &#232; venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito &#187;.
(Ef 2,13-18)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Un tesoro in vasi di creta</title>
		<link>http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/spip.php?article1375</link>
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		<description>&#200; la conoscenza di Cristo il tesoro prezioso portato dagli Apostoli e dai loro successori, i vescovi. Ad essi sono associati tutti coloro che svolgono un compito &#8220;pastorale&#8221; nella Chiesa. Un tesoro prezioso - il Vangelo di Ges&#249; Cristo Signore &#8211; anche se resta velato per il mondo; anzi, l'evangelista Giovanni, ricordando le severe parole di Ges&#249; all'ultima cena, afferma che il Vangelo &#232; capace di suscitare l'ostilit&#224; del mondo, addirittura l'odio, che viene riversato sugli annunciatori inviati del (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L93xH150/arton1375-9ae5a.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='93' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:93px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#200; la conoscenza di Cristo il tesoro prezioso portato dagli Apostoli e dai loro successori, i vescovi. Ad essi sono associati tutti coloro che svolgono un compito &#8220;pastorale&#8221; nella Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un tesoro prezioso - il Vangelo di Ges&#249; Cristo Signore &#8211; anche se resta velato per il mondo; anzi, l'evangelista Giovanni, ricordando le severe parole di Ges&#249; all'ultima cena, afferma che il Vangelo &#232; capace di suscitare l'ostilit&#224; del mondo, addirittura l'odio, che viene riversato sugli annunciatori inviati del Vangelo, gli Apostoli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Vasi di creta&#8221;, li definisce san Paolo, lui per primo &#8211; anzi per ultimo, come amer&#224; definirsi &#8211; apostolo e vaso di creta pi&#249; di tutti gli altri, come ancora sar&#224; costretto a difendersi nella Seconda Corinzi descrivendo la sua vita a servizio del Vangelo, ma tormentata da mille insidie e difficolt&#224;: tribolato, sconvolto, perseguitato, colpito, in un crescendo che gli fa rasentare pericolosamente la morte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma resta in lui quello zoccolo duro che non pu&#242; venire piegato n&#233; spento, che &#232; &lt;i&gt;la vita stessa di Ges&#249;&lt;/i&gt;, che in questo modo si manifesta nella sua fragile carne.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quale inno alla speranza cristiana, che supera e fa impallidire ogni facile ottimismo del &#8220;speriamo che le cose ci vadano bene&#8221;! Paolo guarda non all'esito delle sue vicende terrene, ma a Cristo. Egli sa con ferma certezza che, avendo Cristo sconfitto la morte, sar&#224; capace di sconfiggere anche la propria morte, e per questo affronta ogni avversit&#224; con coraggio sovrumano e tenacia che viene solo dalla grazia divina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eroismo? Sprezzo della vita? Gusto del rischio? No, l'apostolo &#232; mosso solo dall'amore e dall'urgenza di annunciare la Parola, quella ricevuta e a sua volta da donare ad ogni essere umano, offrendogli il tesoro prezioso del Vangelo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci fa bene ascoltare queste cose nella &lt;i&gt;solennit&#224; dei Santi Patroni della nostra amata Chiesa diocesana&lt;/i&gt;. Essa &#232; fondata sul sangue degli Apostoli martiri; meglio, sul loro appassionato amore al Signore e sul desiderio radicale di farlo conoscere al mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come abbiamo ancora da imparare da loro! In passione, in coraggio, in maggiore slancio nell'offerta di noi stessi, e soprattutto in quella speranza che non guarda all'esito, come ama ripetere il nostro Arcivescovo, che tra l'altro in questo giorno celebra il suo genetliaco &#8211; (simpatico &#8220;segno&#8221; della Provvidenza?) &#8211; ma a quanto ha potuto portare il Cristo, pur nei &#8220;vasi di creta&#8221; delle proprie fragili persone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non dimenticheremo cos&#236; i tanti Ermagora e Fortunato dei nostri tempi, i tanti mons. Romero e don Puglisi che, specialmente nelle frontiere della missione, vengono individuati e colpiti dalle forze del male.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 4,7-15&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Per&#242; noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perch&#233; appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Ges&#249;, perch&#233; anche la vita di Ges&#249; si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Ges&#249;, perch&#233; anche la vita di Ges&#249; sia manifesta nella nostra carne mortale &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Forte nella debolezza</title>
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		<dc:date>2009-07-04T22:05:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>don Sinuhe Marotta</dc:creator>



		<description>Che modo paradossale di sentire il proprio valore di uomo e di cristiano esprime oggi Paolo! La lunga discussione con i cristiani inquieti di Corinto lo ha appena visto rivelare, a fatica e con pudore, le sue eccezionali esperienze mistiche. &#200; stato fatto entrare nel mondo di Dio. Cristo stesso gli ha parlato con parole indicibili. Paolo &#232; presente su questa terra come uno appena tornato dal cielo. Eppure&#8230; Non sono queste le esperienze di cui intende gloriarsi. &#8220;Mi vanter&#242; ben volentieri delle (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L81xH150/arton1357-9bc37.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='81' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:81px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Che modo paradossale di sentire il proprio valore di uomo e di cristiano esprime oggi Paolo! La lunga discussione con i cristiani inquieti di Corinto lo ha appena visto rivelare, a fatica e con pudore, le sue eccezionali esperienze mistiche. &#200; stato fatto entrare nel mondo di Dio. Cristo stesso gli ha parlato con parole indicibili. Paolo &#232; presente su questa terra come uno appena tornato dal cielo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure&#8230; Non sono queste le esperienze di cui intende gloriarsi. &lt;i&gt;&#8220;Mi vanter&#242; ben volentieri delle mie debolezze&#8221;.&lt;/i&gt; Che cosa ci stai dicendo, Paolo? Che cos'&#232; questa &#8220;spina nella carne&#8221;, questo inviato di Satana incaricato di schiaffeggiarti e che, per ben tre volte, hai pregato il Signore che te ne liberi? &#200; una malattia con effetti umilianti per il tuo corpo? &#200; una tentazione sessuale dalla quale non sei in grado di preservarti? Ti riferisci alle incomprensioni e persecuzioni di cui sei costantemente oggetto e che ti rendono tutto pi&#249; difficile? &#200; una provocazione diretta del Maligno sulla tua persona?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; la tua debolezza, alla fine. Che sia causata da infermit&#224;, oltraggi, necessit&#224; o angosce non importa. Basta che sia vissuta per Cristo. Basta che sia vissuta in Cristo. Basta che la sua potenza si manifesti nella tua parola, che &#232; debole, nel tuo corpo che &#232; debole, nel riconoscimento sociale di cui godi che &#232; debole.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo &#232; il miracolo; di questo si vanta Paolo: che nella debolezza Cristo parla, che attraverso la debolezza Cristo agisce. Non solo nella salute, nella bravura o nella stima di cui gode il credente, ma nella mancanza di queste realt&#224; il Signore &#232; capace di agire ugualmente. Anzi, forse proprio in queste realt&#224; di debolezza siamo capaci di contare solo sulla promessa e sulla grazia del Signore: &#8220;Ti basta la mia grazia&#8221;. Capita anche a noi. Le nostre forze, da sole, non ci sostengono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che cosa chiederemo allora al Signore, d'ora in poi? Di restare sempre in salute o di vivere sempre in grazia di Dio? Di riuscire bene in ogni cosa o di potergli restare fedeli in ogni cosa? Di morire il pi&#249; tardi possibile o di saper vivere per Lui e secondo le sue parole il pi&#249; a lungo possibile?&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi 12,7-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Fratelli, affinch&#233; io non monti in superbia, &#232; stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perch&#233; io non monti in superbia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: &#171;Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi vanter&#242; quindi ben volentieri delle mie debolezze, perch&#233; dimori in me la potenza di Cristo. Perci&#242; mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficolt&#224;, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, &#232; allora che sono forte&#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Da ricco che era si fece povero</title>
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		<dc:date>2009-06-27T22:05:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>don Sinuhe Marotta</dc:creator>



		<description>&#200; il grande filosofo Henry Bergson che, ai primi del &#8216;900, ricorda come per noi umani l'amore al simile e la diffidenza verso lo straniero siano istintivi, profondamente stampati nel nostro patrimonio genetico. Ci vorr&#224; la religione, e in particolare quella cristiana, per aprire le prospettive quasi tribali da cui proveniamo (poco importa se vissute a livello nazionale o pi&#249; largo ancora) verso una dimensione universale. Questo &#232; un arricchimento per l'umanit&#224;, un passo in avanti, un'evoluzione (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L78xH150/arton1353-262fb.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='78' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:78px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#200; il grande filosofo Henry Bergson che, ai primi del &#8216;900, ricorda come per noi umani &lt;i&gt;l'amore al simile e la diffidenza verso lo straniero siano istintivi&lt;/i&gt;, profondamente stampati nel nostro patrimonio genetico. Ci vorr&#224; &lt;i&gt;la religione&lt;/i&gt;, e in particolare quella cristiana, &lt;i&gt;per aprire le prospettive quasi tribali da cui proveniamo&lt;/i&gt; (poco importa se vissute a livello nazionale o pi&#249; largo ancora) verso una dimensione universale. Questo &#232; un arricchimento per l'umanit&#224;, un passo in avanti, un'evoluzione positiva, un seme di pace futura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;San Paolo oggi ci richiama alla verit&#224; concretissima di questa constatazione. Gli ebrei cristiani della Chiesa Madre di Gerusalemme si trovano in difficolt&#224;. Pesa l'ostilit&#224; dei connazionali, sino alla confisca dei beni e alla persecuzione. Paolo insiste per lunghi capitoli in questa seconda lettera affinch&#233; i cristiani della Chiesa Figlia di Corinto offrano con generosit&#224; i loro beni per i fratelli in difficolt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma &lt;i&gt;che fratelli&#8230; Altra lingua, altro alfabeto, altra cultura, altra coscienza di popolo&lt;/i&gt; - &#171;si ritengono gli &#8220;eletti&#8221;, loro&#187;, avrebbero potuto dire i corinzi, trattati come &#8220;pagani&#8221; ed evitati come infedeli ed impuri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure&#8230; Guardate a &lt;i&gt;Cristo&lt;/i&gt;, invoca l'Apostolo: &lt;i&gt;&#8220;Da ricco che era, si &#232; fatto povero per voi&lt;/i&gt;, perch&#233; voi diventaste ricchi per la sua povert&#224;&#8221;. Cristo ha dato se stesso, fin sulla croce, per suscitare guarigione e vita attorno a s&#233;, come l'evangelista Marco oggi testimonia; cos&#236; voi &#8211; continua Paolo &#8211; usate &#8220;la vostra abbondanza per supplire alla loro indigenza&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I muri sono abbattuti, le valli colmate, e non attraverso parole o buoni sentimenti, ma grazie alla condivisione del proprio denaro e dei propri beni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che provocazione per la nostra vita; che scossone per il nostro angusto ed avaro modo di sentire; che sfida alla nostra terribile paura di avere solo un po' di meno!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A noi, che insorgiamo con esposti e petizioni per alcuni giovani stranieri che chiedono i nostri spiccioli all'uscita dei supermercati (ma non battiamo ciglio se molto pi&#249; numerosi concittadini ci rubano milioni di euro evadendo serenamente la condivisione fiscale), l'Apostolo ricorda&lt;i&gt; il grande sogno di Dio&lt;/i&gt;, dall'Esodo in poi: &lt;i&gt;che ognuno possa avere ci&#242; che gli &#232; necessario per ogni giorno&lt;/i&gt;, cosa che continuiamo a chiedere a Dio nella domanda del &#8221;pane quotidiano&#8221;, cio&#232; sufficiente per quel giorno, e nulla pi&#249;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A noi, che come popolo &lt;i&gt;rischiamo di richiuderci tristemente in noi stessi&lt;/i&gt; e di reagire con paura di fronte ai cambiamenti del pianeta, san Paolo annuncia che Cristo si &#232; lasciato volentieri impoverire sulla croce per fare &lt;i&gt;realmente ricchi&lt;/i&gt; tutti noi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Di riconoscenza&lt;/i&gt; per ci&#242; che abbiamo. &lt;i&gt;Di generosit&#224;&lt;/i&gt; per chi ci &#232; fratello.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi 8,7-9.13-15&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Ges&#249; Cristo: da ricco che era, si &#232; fatto povero per voi, perch&#233; voi diventaste ricchi per mezzo della sua povert&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si tratta di mettere in difficolt&#224; voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perch&#233; anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: &#8220;Colui che raccolse molto non abbond&#242; e colui che raccolse poco non ebbe di meno&#8221; &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'amore del Cristo ci possiede</title>
		<link>http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/spip.php?article1347</link>
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		<dc:date>2009-06-20T22:05:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>don Sinuhe Marotta</dc:creator>



		<description>Sonno e veglia, morte e vita, cose vecchie e cose nuove, vivere per s&#233; e vivere per Cristo morto e risorto: una serie di antinomie ci vengono proposte oggi dalla Sacra Scrittura e in particolare dal Vangelo e da san Paolo. Nel Vangelo &#8211; che racconta la tempesta sedata da Ges&#249; &#8211; non deve stupirci tanto il potere di Cristo sugli elementi della natura, quanto piuttosto il suo sonno e la sua pace durante la tempesta. A noi, che perdiamo il sonno non appena qualche piccolo o grande imprevisto agita (...)

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L100xH150/arton1347-117df.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='100' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:100px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Sonno e veglia, morte e vita, cose vecchie e cose nuove, vivere per s&#233; e vivere per Cristo morto e risorto: &lt;i&gt;una serie di antinomie ci vengono proposte oggi&lt;/i&gt; dalla Sacra Scrittura e in particolare dal Vangelo e da san Paolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Nel Vangelo&lt;/i&gt; &#8211; che racconta la tempesta sedata da Ges&#249; &#8211; non &lt;i&gt;deve stupirci&lt;/i&gt; tanto il potere di Cristo sugli elementi della natura, quanto piuttosto il suo sonno e&lt;i&gt; la sua pace durante la tempesta&lt;/i&gt;. A noi, che perdiamo il sonno non appena qualche piccolo o grande imprevisto agita le acque del nostro cuore, deve lasciare pensosi il come Ges&#249; dorma e riposi in una piccola barca agitata dalle onde, con dentro uomini pi&#249; agitati ancora.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Cristo Ges&#249; qui ci mostra &#8220;la nuova creatura&#8221;&lt;/i&gt; di cui parla san Paolo, quella che finalmente pu&#242; riposare tra le braccia del Padre nonostante tutto, quella in cui la fede e l'abbandono in Dio sono pi&#249; forti di ogni umano timore di morire.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E &lt;i&gt;&#8220;dentro&#8221; a quel Cristo &#232; Paolo, &#8220;dentro&#8221;&lt;/i&gt; a quel Cristo sono gli &lt;i&gt;&#8220;immersi&#8221;&lt;/i&gt; in Lui, cio&#232; i &lt;i&gt;&#8220;battezzati&#8221;: &#8220;Se uno &#232; in Cristo, &#232; una creatura nuova&#8221;&lt;/i&gt;, dir&#224; l'Apostolo. E cita poi &lt;i&gt;Isaia 43,18-19&lt;/i&gt;: davvero in Cristo si sono realizzate tutte le cose nuove promesse da Dio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non &#232; per&#242; semplicemente un atto psicologico questa fede, ma si fonda su un evento storico preciso ed implica un cambiamento radicale della propria vita. Cristo non si &#232; addormentato e risvegliato soltanto nella barca sul lago, ma, durante la tempesta del male scatenato contro di Lui, ha dormito il sonno della morte e si &#232; risvegliato nella risurrezione. &lt;i&gt;&#8220;Egli &#232; morto per tutti&#8221;,&lt;/i&gt; ricorda san Paolo. E in quanto uomo, ben ci rappresenta in quel drammatico sonno: &lt;i&gt;&#8220;dunque tutti sono morti&#8221;&lt;/i&gt;, conclude l'Apostolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Prima&lt;/i&gt; poderosa &lt;i&gt;conseguenza&lt;/i&gt; impressa dall'Apostolo al nostro pensare: vedete di &lt;i&gt;non conoscere pi&#249; nessuno &#8220;alla maniera umana&lt;/i&gt;&#8221;, secondo cio&#232; le proprie impressioni o paure, cos&#236; come accadde ai discepoli impauriti: &#8220;Signore, non ti importa che moriamo?&#8221;. Essere invece come l'Apostolo Paolo, che &#232; posseduto e spinto dall'amore di Cristo, non da altro. Questo importa e questa &#232; anche la &#8220;cosa nuova&#8221; di cui ci ha parlato poc'anzi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La &lt;i&gt;seconda&lt;/i&gt; poderosa &lt;i&gt;conseguenza&lt;/i&gt;, frutto della nuova creazione operata dalla risurrezione di Cristo: le &#8220;nuove creature&#8221; non &lt;i&gt;vivono&lt;/i&gt; pi&#249; per se stesse, ma &lt;i&gt;per Colui che &#232; morto e risorto per loro&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Morti con Cristo al vivere &lt;i&gt;&#8220;alla maniera umana&#8221;, cio&#232; spinti dal proprio egoismo&lt;/i&gt;, ora le creature - fatte nuove perch&#233; immerse in Lui con il Battesimo - &lt;i&gt;vivono possedute e spinte dall'amore&lt;/i&gt;, e dall'amore del Cristo, come Paolo. Un amore capace di dare la vita, come Cristo, come Paolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo siamo noi battezzati. Restiamone sempre degni.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5,14-17&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Fratelli, l'amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno &#232; morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli &#232; morto per tutti, perch&#233; quelli che vivono non vivano pi&#249; per se stessi, ma per colui che &#232; morto e risorto per loro. Cosicch&#233; non guardiamo pi&#249; nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo cono&#172;sciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo pi&#249; cos&#236;. Tanto che, se uno &#232; in Cristo, &#232; una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove&#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Stranieri verso casa</title>
		<link>http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/spip.php?article1341</link>
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		<dc:date>2009-06-13T22:05:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>don Sinuhe Marotta</dc:creator>



		<description>Dopo la deviazione sulle alte creste e vette pasquali, il sentiero dell'anno liturgico ci riporta nel bosco fresco e profumato dei misteri della vita quotidiana di Cristo Ges&#249;, Parola di Dio fatta carne. Da questa Parola ci era stato chiesto di ripartire all'inizio dell'anno pastorale, che ora dolcemente comincia a declinare lungo le prossime venti settimane. Ritroviamo come guide l'apostolo Paolo e il vescovo aquileiese Cromazio, che con la loro parola ardente ci infondono coraggio nel (...)

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&lt;a href="http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt; La Parola della settimana&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L130xH145/arton1341-60bdf.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='130' height='145' class='spip_logos' style='height:145px;width:130px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dopo la deviazione sulle alte creste e vette pasquali, &lt;i&gt;il sentiero dell'anno liturgico ci riporta&lt;/i&gt; nel bosco fresco e profumato dei misteri della &lt;i&gt;vita quotidiana di Cristo Ges&#249;, Parola di Dio fatta carne&lt;/i&gt;. Da questa Parola ci era stato chiesto di ripartire all'inizio dell'anno pastorale, che ora dolcemente comincia a declinare lungo le prossime venti settimane.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ritroviamo &lt;i&gt;come guide l'apostolo Paolo e il vescovo aquileiese Cromazio&lt;/i&gt;, che con la loro parola ardente ci infondono coraggio nel progredire e suggeriscono sguardi inediti sul grande mistero della vita cui Dio Creatore ci ha chiamati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ed &#232; proprio san Paolo che seguiremo oggi, mentre si accende con i Corinzi, perplessi per la fragilit&#224; dell'apostolo, uomo senza qualit&#224; paranormali eccezionali, mortale come tutti. Come &#232; possibile, allora, credere alla gloria di Dio, alla potenza di Cristo, alla verit&#224; del Vangelo, se addirittura chi lo predica &#232; uguale a tutti, anzi, pi&#249; fragile ancora a causa dell'ostilit&#224; sociale che patisce?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Davanti a queste obiezioni, san Paolo con calore e passione &lt;i&gt;dispiega davanti ai nostri occhi la grande mappa del nostro destino&lt;/i&gt; di uomini e di credenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Adesso siamo qui, nel corpo&lt;/i&gt; biologico, nella fragilit&#224; della fede dovuta alla nostra condizione di creature ferite dal peccato e dalla morte. Siamo come esuli da casa, &lt;i&gt;come stranieri&lt;/i&gt; nel nostro corpo e lontani dalla patria, tanto che dobbiamo ricorrere alla virt&#249; della speranza per poter percepire e affrontare correttamente la nostra esistenza attuale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E cos&#236;, lontani, anche il nostro rapporto con il Signore si rivela fragile, pieno di incertezze, di dimenticanze, di contraddizioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che cosa dovremmo desiderare, allora: di poter morire subito per tornare a casa e &#8220;abitare presso il Signore&#8221;? Paolo non ci insegna questo, anche se con molta chiarezza ci ricorda che non abbiamo paura del domani, noi cristiani: &#8220;Siamo pieni di fiducia&#8221;, afferma, e dobbiamo desiderare di essere pi&#249; uniti al Signore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La direzione da seguire non &#232; quella di cercare la morte, ma &#8220;sia dimorando nel corpo, sia esulando da esso, di &lt;i&gt;essere a Lui graditi&lt;/i&gt;&#8221;. Ecco la strada da seguire: vivere gi&#224; da ora cercando di essere graditi al Signore. Da Lui arriveremo quando Egli vorr&#224;, dopo aver a lungo camminato nelle valli del bene e della giustizia, e dopo aver salito il ripido passo del tribunale di Cristo, davanti al quale tutti dobbiamo comparire, per ricevere la ricompensa delle nostre opere.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5,6-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Cos&#236;, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finch&#233; abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perci&#242; ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finch&#233; era nel corpo, sia in bene che in male &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Dio parla</title>
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		<dc:date>2009-06-06T22:05:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>don Sinuhe Marotta</dc:creator>



		<description>Dio parla. Ha parlato; addirittura a degli umani, ed &#232; proprio questo che stupisce Israele: &#8220;Si &#232; mai sentita una cosa come questa, che un popolo abbia udito la voce di Dio?&#8221; (Dt 4,33). Non &#232; voce che si sente &#8220;da dentro&#8221;: troppo rischioso confonderla con quella che proviene dal nostro DNA; ma &#232; voce che &#232; scesa &#8220;dall'alto&#8221;, detta a uomini santi, &#232; &#8220;Rivelazione&#8221;. La voce fraintesa di Dio &#8211; quella del nostro DNA, per restare nell'immagine &#8211; provoca il timore, genera la paura, porta a fuggire dal Dio (...)

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&lt;a href="http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt; La Parola della settimana&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/cattedrale1/local/cache-vignettes/L96xH150/arton1336-cc80a.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='96' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:96px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dio parla. Ha parlato; addirittura a degli umani, ed &#232; proprio questo che stupisce Israele: &lt;i&gt;&#8220;Si &#232; mai sentita una cosa come questa, che un popolo abbia udito la voce di Dio?&#8221; (Dt 4,33).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non &#232; voce che si sente &lt;i&gt;&#8220;da dentro&#8221;&lt;/i&gt;: troppo rischioso confonderla con quella che proviene dal nostro DNA; ma &#232; voce che &#232; scesa &lt;i&gt;&#8220;dall'alto&#8221;&lt;/i&gt;, detta a uomini santi, &#232; &lt;i&gt;&#8220;Rivelazione&#8221;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La &lt;i&gt;voce fraintesa&lt;/i&gt; di Dio &#8211; quella del nostro DNA, per restare nell'immagine &#8211; provoca il timore, genera la paura, porta a fuggire dal Dio immaginato e temuto, come schiavi delle proprie inadempienze che fuggono il loro padrone, sentito impietoso e cattivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come dipinge bene san Paolo la condizione del nostro mondo, quando ricorda ai battezzati di Roma la loro nuova straordinaria natura: &lt;i&gt;&#8220;Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura&#8221; (Rm 8,15)&lt;/i&gt;. E che tristezza sorge nel cuore, vedendo che a fuggire il Dio di Ges&#249; Cristo sono proprio i battezzati. &#8220;Non praticanti&#8221;, amiamo definirci, ma in realt&#224; - (abbiamo il coraggio di confessarlo?) - siamo uomini e donne in fuga da Colui che temiamo. Schiavi delle nostre paure. E soli, tristemente soli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Belle, invece, le parole dell'Apostolo delle Genti: Dio parla, ancora oggi, ed &#232; il suo Spirito che suggerisce ai nostri cuori che siamo suoi intimi, suoi figli, suoi eredi. Legati a Cristo, figli del Padre nell'Unigenito Figlio del Padre grazie all'immeritato nostro Battesimo, coeredi della risurrezione del Signore Ges&#249;, suoi fratelli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Splendido questo abbraccio nel quale siamo invitati a lasciarci andare, a non resistere pi&#249;, e a gridare finalmente anche noi: &lt;i&gt;&#8220;Abb&#224;, Padre!&#8221;.&lt;/i&gt; Il mistero della Trinit&#224; &#232; un mistero di appartenenze reciproche. Contro ogni solitudine, contro ogni fuga, contro ogni paura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Trinit&#224; vuol dire che il Padre &#232; il Padre del Signore nostro Ges&#249; Cristo, il quale &#232; l'Unigenito del Padre. L'unico Spirito del Padre e del Figlio &#232; il legame d'amore che ci rende a nostra volta appartenenti al nostro Signore e Dio Uno e Trino. Non pi&#249; soli, non pi&#249; in fuga, non pi&#249; schiavi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E allora comprendiamo quanto sia ancora urgente e vero &lt;i&gt;il mandato di Cristo&lt;/i&gt;: a uomini che non sanno pi&#249; appartenere n&#233; a Dio, n&#233; al proprio coniuge, n&#233; alle proprie creature Egli ci manda, chiedendoci di &lt;i&gt;rivelare loro la Trinit&#224; e di inserirli in essa&lt;/i&gt;, Padre, Figlio e Spirito Santo, con il Battesimo. Per non essere mai pi&#249; schiavi della paura, mai pi&#249; soli.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,14-17&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171; Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: &#171;Abb&#224;! Padre!&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria &#187;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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