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La Parola della settimana

Il cristiano sa prendersi cura

Sapere che c’è un altro mondo, o un altro modo di essere, rovesciato (o raddrizzato, forse, rispetto al presente) allarga infinitamente le nostre prospettive.

Non ci si può più dichiarare perduti se qui ci viene sottratta la giustizia o la salute o la pace.

Ci rende sensibili alle immense ingiustizie della condizione economica e sociale di milioni di esseri umani nostri fratelli. E fa risorgere la speranza e la forza di agire per darsi da fare a raddrizzare le storture della realtà presente.

Sapere che c’è un altro mondo, o un altro modo di essere, definitivo - "tra noi e voi è stabilito un grande abisso" che non si può più attraversare, dirà Abramo nel Vangelo all’egoista benestante godereccio - contesta radicalmente il nostro modo di stare al mondo e di cercare la felicità.

A noi, che abbiamo conosciuto Cristo Gesù e siamo stati toccati dal suo Vangelo, non basta godere per essere felici. Sappiamo invece che bisogna prendersi cura delle ferite dell’altro.

Lo facevano addirittura i cagnolini nei confronti del povero Lazzaro del Vangelo, visto che gli esseri umani erano troppo impegnati a cercare sensazioni piacevoli per sé, a costo di essere ingiusti per la tanta indifferenza verso il debole.

E neppure compensa la propria pochezza di amore, la ricerca di emozioni pseudo spirituali; Gesù, al ricco ormai perduto che chiede un prodigio che corregga i suoi fratelli, consegnerà la parola di Mosé e dei profeti, cioè la Parola di Dio custodita dalla comunità credente, che aiuta a fuggire l’avida superficialità gaudente e spinge "alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità", dirà l’apostolo Paolo.

E come non ci prenderemo cura delle ferite dell’altro noi cristiani, che uno risuscitato dai morti lo incontriamo davvero in ogni nostra eucaristia, Gesù Cristo Signore?


O Dio, stabilisci con giustizia la sorte di tutti gli oppressi, poni fine all’orgia dei spensierati, e fa’ che aderiamo in tempo alla tua Parola perché Cristo risorto dai morti ci accolga nel tuo regno. Amen


Dal Vangelo di Luca 16,19-31

«E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».