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  • Patroni di Gorizia

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    Nel cuore dei festeggiamenti, ci incontriamo lunedì 13/03 alle 20.30 al Teatro Verdi con p. Marko Rupnik per una riflessione sul momento presente. Giovedì 16/03, solennità dei Santi Ilario e (...)

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  • Patroni di Gorizia

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La Parola della settimana

Dissetàti, grazie a Cristo

Come ci assomiglia il popolo di Israele raccontato nella prima lettura, in crisi mentre cammina verso la libertà. Cammina, è vero, ma è ancora nel deserto e ha paura. Ha sete, ma soprattutto ha paura che venga a mancare l’acqua, ha paura del futuro. E anche del presente. Ed emerge nei cuori il dubbio di fede: ma Dio è vicino a noi o no?

Ancor più, invece, assomigliamo noi alla donna di Samaria raccontataci nel Vangelo, incontrata da Gesù al pozzo nell’ora più calda del giorno, dove era meno probabile incontrare la moglie di qualche uomo, che ella, insaziabile ed inquieta, aveva rubato.

C’è una sete di amore che pervade il nostro cuore e che troppo spesso cerchiamo di soddisfare non con la qualità e profondità della donazione totale l’uno all’altra, ma con la quantità delle relazioni affettive, numerose, ma superficiali e incompiute. Gesù conosce bene il nostro cuore. Egli infatti è pienamente uomo, ma è anche veramente Dio, ad immagine del quale siamo stati creati.

"Dammi da bere" ci dice. Anch’egli ha sete, ma della nostra attenzione, del nostro affidamento a lui, del nostro amore. Egli è quell’acqua viva, bevendo la quale si è dissetati in eterno. La Parola che Egli ci rivela, lo Spirito Santo che egli ci dona nei sacramenti ci spingono ad amare come lui ha amato, in pienezza.

Anche le nostre famiglie sono quel pozzo di Giacobbe, lì dove continua il nostro passato e si radica il nostro presente, in cui ci si può offrire reciprocamente l’acqua della conoscenza del suo Vangelo, la fresca acqua della fede in Gesù, l’acqua buona dell’educazione ad amare come Gesù ci ha insegnato. Così infatti cercano di agire i genitori cristiani.

E così anche i figli battezzati devono chiedere, come Gesù alla donna, ai propri genitori: dammi da bere l’acqua buona che è Gesù di Nazareth e la fede in lui.


Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e ci sollevi la tua misericordia. Amen.


Dal Vangelo di Giovanni 4,5-42

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».