Home page Spazio per l’anima La Parola della settimana Vivere vegliando

Calendario

< Giugno 2013 >
DOLUMAMEGIVESA
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      
I santi del mese

Altri articoli in questa rubrica

Ricerca

Il tempo cristiano dell’Avvento conserva una doppia caratteristica. Da un lato ci avvicina alla memoria della Natività nella carne umana di Cristo Gesù, il Figlio di Dio; dall’altro ci protende alla seconda e ultima venuta di Cristo, spingendoci a vivere nella sua attesa. Non dobbiamo soltanto lasciarci intenerire dal caldo mistero del Natale di Cristo, allora, quanto piuttosto farci rinsaldare nella vigilanza, come ci ha chiesto il Signore stesso.

La venuta del Messia nella carne “non ha segnato la fine della storia, ma ha aperto la storia alla sua autentica fine” (M. Perroni). Vorremmo aggiungere: al suo autentico fine. Per questo non possiamo vivere esclusivamente rivolti al passato, verso un Natale di Gesù così tenero e dolce (specie per i quintali di panettoni in commercio…). I cristiani non sono né nostalgici né reperti archeologici di una cultura e di un mondo che non esistono più.

Noi siamo attenti al futuro che il Signore ci sta preparando. “Attenti” ha a che fare con “attesa”, significa essere tesi a quella che sarà la venuta – l’Avvento – di Cristo, vincitore delle tenebre e della morte.

Comprendiamo allora perché la Chiesa, saggia educatrice, concluda e apra l’anno liturgico concentrando tutti gli appelli di Gesù alla vigilanza, come fosse l’atteggiamento cristiano per eccellenza. Dobbiamo restare vigilanti per non perdere neanche uno dei segni che il Signore ci sta inviando per parlarci di sé e del suo futuro, che sarà anche il nostro.

Vigilanza significa sapere bene che Dio ha ancora molte cose da dire sulla nostra vita e sulla storia del nostro tempo. Egli abita il futuro, non solo il passato.

E “futuro non significa soltanto aspettativa di vita, ma significa soprattutto certezza che quanto ha visto la luce non può essere condannato all’ombra di morte” (M. Perroni). Vigilanti allora diventa attenti – “tesi a tutto ciò che attesta la vittoria della vita sulla morte”.

Vivere vegliando è quello che ci spetta come cristiani, sapendo che non tutto è concluso e che i giochi della storia sono ancora aperti. Sapendo che Dio ascolta ancora il grido del povero e del sofferente e anche le nostre invocazioni.

Sapendo che Egli ci ha lasciato il potere sulla sua casa e sulle sue cose, ordinandoci di vigilare.

Perché tornerà.


Dal Vangelo di Marco 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».