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Ascolta la terza conferenza sulla Lettera agli Ebrei tenuta dal biblista, prof. don Santi Grasso e promossa dall’Azione Cattolica Adulti del Duomo, mercoledì 13 gennaio al Pastor Angelicus di Gorizia, in Via Rabatta, 18.

MP3 - 12.4 Mb
“Sacerdozio di Melchisedek, sacerdozio di Cristo”
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Il titolo che don Santi ha voluto dare all’incontro di oggi è: “Sacerdozio di Melchisedek, sacerdozio di Cristo”. Con il nome di Melchisedek ci ritorna in mente il Salmo 110 che al verso 4 dice: “Il Signore ha giurato e non si pente: "Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek". Parole queste che sono ripetute in Ebrei 5,6: “Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek”.
Subito pensiamo a quanto è importante questa figura per la quale giura il Signore e che dà origine ad un ordine: quello del sacerdozio eterno.

Quando parliamo di Gesù Cristo pensiamo a colui che è morto sulla croce per rimettere i nostri peccati e che è risorto. Occasionalmente ci riferiamo a Lui come Sommo Sacerdote e non parliamo spesso della sua fondamentale mediazione tra noi ed il Padre.

Gesù Cristo e Melchisedek non appartengono alla tribù di Levi e sono Sacerdoti eterni. Melchisedek in modo simbolico perché non ha genealogia quindi né padre, né madre, né nascita, né morte.

La bellezza della Lettera agli Ebrei sta nell’esaltare il Nuovo Patto tra Dio e gli uomini.
Patto che Geremia 31 ci ricorda così: “Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo… io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato".

Ora con Cristo abbiamo un Sacerdote unico che intercederà per sempre per noi presso Dio perché il suo sacerdozio non muore e non si trasmette.
Cristo è salvezza eterna. Come meritarcela? Facendo anche noi come Abramo che diede a Melchisedek la decima di ogni cosa (Gn 14,20) quindi offrendo le nostre forze, capacità, virtù e questo nostro tempo.
Ecco perché siamo qui oggi.