È probabilmente l’omelia più breve della storia: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Ma sicuramente la più rivoluzionaria: essa infatti ha mosso cuori e piedi, singoli e popoli, in un gocciolio che è diventato ruscello, torrente e fiume maestoso, diramato in bracci profondi che vanno a raddolcire il mare salato e aspro della storia.
E che omelia! Quali contenuti stravolgenti il nostro modo di pensare, ancora oggi. Non siamo forse un po’ convinti anche noi che la religione e chi ci sta dietro, da Dio fino ai preti, abbiano poco, anzi quasi niente da dire alla vita concreta? In questa mentalità, non è forse la religione attesa di cose che non si vedono e proiezione verso cose che non ci sono, almeno qui e ora? E non crediamo noi, forse, che la nostra vita ora è fatta di cose che si vedono bene, ci sono davvero e richiedono la nostra attenzione, le nostre decisioni e azioni? È forse per questo modo umanissimo di sentire che la religione sembra esser diventata un lusso per pochi?
Ma Gesù con la sua omelia – e la sua vita poi - rovescia questa concezione “carnale” e inadeguata: “Oggi si è compiuta questa Scrittura”. Dio esce dall’immaginario ed entra nella cronaca. In Gesù, Egli diventa visibile, udibile, tangibile. Sono fatti e circostanze che parlano di Lui. Sono uomini guariti e parole di fuoco che sciolgono i cuori che lo testimoniano, come l’evangelista Luca ci ricorderà, scegliendo e adattando con cura le parole del profeta Isaia.
Dobbiamo essere più fini nel valutare la nostra vita. Quando ci diciamo “credenti”, ma pretendiamo di non praticare il cristianesimo – che sia la preghiera, la liturgia domenicale o la carità cristiana non fa differenza – noi rischiamo di metterci contro le parole di Gesù che ha mostrato come il Signore Dio entra nella vita pratica di tutti i giorni.
Ecco perché Benedetto XVI ci richiama a contrastare la tendenza ad estromettere dal vissuto etico la carità, cioè il modo umano di agire tipico di Dio. Agire concretamente secondo la carità di Dio trasforma la storia attuale, come l’agire di Gesù di Nazareth ha trasformato quella del suo tempo e di tutti i tempi.
E infine, nell’Anno Sacerdotale, che bella la figura del sacerdote che ancora oggi ci fa riascoltare dal vivo la voce del Signore Gesù!
Dal Vangelo di Luca 1,1-4; 4,14-21
« Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:”Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore”. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inser¬viente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” ».
