Come fossero in un’isola della quale gli abitanti pretendono di sapere ormai tutto, i cristiani autentici guardano all’orizzonte e dicono di un continente immenso e meraviglioso al di là dell’orizzonte. In una terra dove la gente cerca di “farsi una casa” e si circonda di tante cose come se dovesse rimanervi per l’eternità, i cristiani autentici vivono pronti per un viaggio, più attenti a chi verrà via con loro piuttosto che alle cose da portare. In un mondo dove l’uomo si sente il più delle volte padrone addirittura della vita e della morte dei suoi simili, i cristiani autentici si sentono servitori del Signore di ogni cosa, servitori e amministratori di persone e beni non loro, fosse anche la propria vita.
Che modo singolare di concepire la realtà! Come se questa fosse più profonda di quanto appare, ancor più misteriosa di quanto già può sembrare. Tutto questo perché il Cristo ha alzato il velo che copriva la profondità della vita e ce ne ha mostrato l’anima: è il Regno di Dio, la sua autorità su ogni cosa, Lui il Creatore; la sua volontà di guarire e purificare ogni cosa, Lui il Redentore; il suo desiderio di riempire di bene e di luce ogni cosa, Lui il Santificatore.
Come una spugna imbevuta di acqua pura, la nostra storia umana è imbevuta del Regno di Dio, che attende uomini e donne che lo riconoscano e lo promuovano. Come un ferro che si intride pian piano di calore, tanto da diventare incandescente, così il Regno di Dio vuole riscaldare la nostra vita sino a renderla luminosa e purificata da ogni scoria e da ogni male.
“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”. Ecco perché il Signore ci ha insegnato a chiederlo al Padre, quel Regno che Egli già ci ha donato in germe nel Cristo morto e risorto: “Padre, venga il tuo Regno”, perché così potrà crescere e riempire di Dio tutta la realtà cosmica.
Ecco perché i cristiani autentici vivono come se vedessero cose che altri non vedono, come se sapessero di un mondo che altri non sanno, come se camminassero verso una città che altri non conoscono. “Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra”, dirà la lettera agli Ebrei.
Non temiamo di vivere e di sentire diversamente dalla maggioranza degli uomini. Forse è un segno che siamo sulla strada buona.
Dal Vangelo di Luca 12,32-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli ».




